La città Cagliari si spopola. Residenza solo per 157mila persone
Una città che invecchia e con tanti stranieri. Presentato l'atlante demografico della città di Cagliari. Fornirà a cittadini e e amministratori locali i dati sulla popolazione del capoluogo sardo
Cagliari – Oggi a Cagliari si contano 157.222 residenti. Il dato emerge del continuo monitoraggio demografico che il Comune svolge in collaborazione col Servizio di Informatica e Statistica, volto a valutare anche l’incidenza dell’immigrazione, con la prospettiva di un’indagine utile ad effettuare interventi sempre più mirati alle diverse necessità dei 31 quartieri cittadini.
I risultati dell’indagine sono stati presentati questa mattina nella sala consiliare del Municipio di via Roma. “L’atlante demografico – ha spiegato il sindaco Emilio Floris – è stato aggiornato rispetto al 2008 e continua ad essere un prezioso strumento, di facile consultazione per addetti ai lavori e non, per capire come cambia la popolazione di Cagliari e come si può conseguentemente far fronte alle esigenze delle diverse fasce d’età, e facilitare la risoluzione dei problemi dislocati nelle varie aree”.
“L’atlante offre uno spaccato, una reale fotografia – prosegue l’assessore Edoardo Usai – della nostra città, con tante informazioni e dati utili per un quadro che sia utile all’opinione pubblica ma anche all’amministrazione stessa. La città di Cagliari invecchia, fino a qualche mese fa si registrava anche uno crescente spopolamento, che ora si sta assestando. Osservando i dati delle varie circoscrizioni vediamo anche che sta aumentando l’immigrazione straniera. In generale, l’atlante demografico è uno strumento volto a meglio indirizzare gli investimenti nelle aree che li necessitano nei diversi settori, come le scuole per l’infanzia e primarie o i centri di accoglienza”
Ad illustrare nello specifico i dati rilevati nell’indagine, è intervenuto l’Ing. Claudio D’Aprile, che spiega: “lo scopo dell’analisi demografica è quello di mettere a fuoco le caratteristiche della popolazione in un determinato momento, e poter seguire le tendenze demografiche in atto. Si tratta di un indagine puramente statistica, non sociologica, che può essere quindi interpretata alla luce di punti di vista meno tecnici”.
Lo studio - Le informazioni principali riguardano appunto il tasso di spopolamento e quello relativo all’immigrazione straniera. Per quanto riguarda il primo, in generale si evidenzia una diminuzione dei residenti, passati dai 164.405 del 2002 ai 157.371 del 2009, ma si inizia ad intravedere una inversione di tendenza, in quanto la percentuale di diminuzione è via via inferiore rispetto a qualche anno fa. Il rapporto di mascolinità è di 0,87: vale a dire, a ogni donna residente, corrisponde meno di un uomo, e in linea con la media nazionale, le donne sono più giovani, con un’età media di 46,53 anni contro i 48,42 maschili. Inoltre, sono in aumento le famiglie composte da uno o due individui a dispetto di nuclei più numerosi. Nei quartieri storici sono poi numerosi gli anziani soli.
Immigrazione - Per quanto riguarda invece gli stranieri residenti, ovvero coloro che sono regolarmente registrati all’anagrafe di Cagliari, nel 2002 si registrava la presenza di 1.981 extracomunitari, cresciuti nel 2009 a 4.857. Salta subito all’occhio che il dato è in controtendenza rispetto all’andamento della popolazione totale, con un aumento nel periodo interessato del 3,09%, percentuale comunque più bassa rispetto agli altri capoluoghi di regione. La maggior rappresentatività delle etnie straniere si rileva, senza meraviglia, nei quartieri storici di Marina, Villanova, Stampace e Castello, e in generale si ha un’età media leggermente più giovane, di 35,24 anni per le donne e 36,06 per gli uomini con un rapporto di mascolinità di 0,84.
Ma il dato più interessante concernente gli stranieri riguarda il fatto che, a seconda delle etnie, si rileva una netta discrepanza tra il numero di rappresentanti maschili o femminili di una popolazione data: ad esempio, tra i cittadini provenienti dall’Ucraina, ci sono 62 uomini e 529 donne. Simile il dato della Romania, con 95 uomini e 401 donne. Viceversa da uno stato come il Senegal sono arrivati a Cagliari 499 uomini e solo 22 donne. Se confrontati con i dati dei residenti, ad esempio, di provenienza cinese (310 uomini e 263 donne), viene immediato pensare che tale tendenza sia dovuta alle differenti mansioni lavorative che gli immigrati si trovano a ricoprire nel nostro territorio: lavori come quelli di assistenza domiciliare agli anziani, svolti per lo più dalle donne, spiegano i dati relativi alle etnie ucraina e rumena; così come i dati del Senegal appaiono giustificabili dall’alto numero di venditori ambulanti maschi, provenienti da una nazione dove per tradizione gli uomini si spostano per lavoro per mantenere la famiglia lontana. Popolazioni come quella cinese invece, dedite per lo più al commercio stabile, registrano un numero pressocché paritario di immigrati tra maschi e femmine a causa del trasferimento non dei singoli componenti bensì degli interi nuclei familiari.
Le altre etnie presenti a Cagliari sono quelle provenienti da Filippine, Bangladesh, Pakistan e Bosnia Erzegovina.
“Anche se i cagliaritani diminuiscono e gli stranieri aumentano – conclude il sindaco Floris – i due dati rimangono separati. Per non far andare via i nostri giovani confidiamo nel recupero dei quartieri che hanno un alto potenziale di accoglienza ma non vengono adeguatamente sfruttati: primo fra tutti Castello, che ha un enorme disponibilità di metri quadri non abitati, a causa delle case troppo grandi e costose, che andrebbero riadattate alle esigenze delle giovani famiglie composte da due o tre persone. Diversa la situazione di Marina, dove il recupero abitativo avviene soprattutto ad uso turistico con la creazione di bed&breakfast. L’approvazione del Piano per il centro Storico dovrebbe portarci a mettere in pratica queste agevolazioni”.