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venerdì, 03 febbraio 2012
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Sempri piu' poveri, ma in silenzio

Con la crisi cresce il disagio sociale in tutte le province sarde. Tra il 2009 e il 2010 c'è stato un incremento del 25,4% di persone che si sono rivolte a centri di ascolto. La provincia di Iglesias-Carbonia è in assoluto la più povera d'Italia

Iglesias - Ammonta a centocinquanta il numero di pasti caldi che ogni giorno vengono distribuiti alla mensa per i poveri della Sodalitas di Iglesias. A dirlo è Antonio Sias, il presidente dell'Associazione che nel Sulcis conta circa 180 volontari.

Ma sempre più persone accedono anche al "servizio guardaroba" o alla saltuaria consegna di alimenti di prima necessità . L'organizzazione cerca di far fronte a tutte le esigenze con un budget annuo di 60-62 mila euro, di cui 30 mila di contributi comunali, viveri offerti dal Banco Alimentare, donazioni di privati e l'autofinanziamento garantito dal servizio118 dei volontari. Ma i bisognosi aumentano con il passare del tempo.

I dati sulla povertà del Sulcis sono ancora più preoccupanti se si pensa che, sino al 2009, il numero dei disagiati si aggirava intorno alle 80-90 persone al giorno.

Si tratta di una vera emergenza sociale del Sulcis: circa 3300 lavoratori in cassa integrazione o in mobilità, un tasso di disoccupazione superiore al 19% e la prospettata chiusura dell'Alcoa che accrescerebbe le fila degli inoccupati di 1500 unità.

Secondo il Rapporto sulla povertà 2011 diffuso dalla Caritas regionale, nel corso del 2010, in Sardegna, si sono rivolti ai centri d'ascolto dell'organo pastorale 4261 bisognosi. Rispetto al 2009 c'è stato un incremento del 25,4%.

La Provincia di Carbonia-Iglesias, la più povera d'Italia, passa quasi inosservata nel dossier con il 7% delle persone ascoltate, mentre spicca Cagliari con il 43,9 %, seguita da Tempio (13,1%), Sassari (10,7%) e Ales (9,9%).

"I nuovi poveri - ha dichiarato il Presidente della Sodalitas di Iglesias - sono la nostra principale preoccupazione. I neo-disoccupati non chiedono aiuto e difficilmente si rivolgono a noi per un pasto caldo. Si vergognano e non accettano la loro situazione economica". In questi casi, le associazioni cercano di intervenire attraverso segnalazioni di altri cittadini. Ma non sempre è facile aiutare chi vede nella povertà la propria vergogna.

Martina Sanna
Ultimo aggiornamento: 06-02-2012 22:07