Costume

A Nughedu social eating contro lo spopolamento. Ecco di cosa si tratta

Seconda edizione dell'evento simbolo del nuovo modello di accoglienza diffusa del piccolo borgo dell'Oristanese, che punta su cibo e sharing economy contro lo spopolamento.



CAGLIARI - Cuochi quasi ai fornelli. Obiettivo: cucinare, condividere e accogliere per combattere l'isolamento culturale e lo spopolamento. Tutto è pronto a Nughedu Santa Vittoria per il "riscatto della pecora" che andrà in scena tra pochi giorni, il 9 agosto, davanti alla chiesetta campestre novenario di San Basilio, appena fuori dal centro abitato del piccolo borgo di 500 abitanti.

La pecora sarà il fulcro gastronomico attorno al quale ruoterà quest'anno la seconda edizione del Social Eating Day, dopo un anno di esperienze di accoglienza diffusa e autentica, in cui gli abitanti hanno aperto le proprie case e apparecchiato le proprie tavole a turisti italiani e stranieri.
Cibo, socialità e sharing economy unite alla narrazione del territorio e delle sue tradizioni sono la scommessa contro lo spopolamento della comunità nughedese, che ha scelto di raccontarsi dai fornelli. Anche quest'anno i cuochi di Nughedu Welcome, il nuovo modello di accoglienza diffusa, sviluppato da Nabui e sostenuto dall'amministrazione comunale, si avvarranno della collaborazione con lo chef stellato Roberto Petza che creerà due portate speciali che andranno ad arricchire il menù di piatti della tradizione rivisitati e valorizzati.

«Si parla troppo del maiale in Sardegna e per tanti viaggiatori il gusto della pecora risulta ancora del tutto sconosciuto, la pecora è un'animale intelligente, non merita di essere associato alle persone stupide», spiega il sindaco Francesco Mura, convinto che per frenare l'isolamento culturale e lo spopolamento la strada migliore sia il coinvolgimento della popolazione e la creazione di opportunità economiche utilizzando le risorse, materiali e immateriali, disponibili sul territorio.

Nughedu Santa Vittoria, con il progetto Nughedu Welcome d Nabui, già da un anno si sta posizionando a livello internazionale come meta di un'esperienza autentica, in cui poter mangiare a casa delle famiglie dei suoi abitanti, passeggiare insieme ai pastori sugli antichi sentieri e conoscere le leggende che hanno portato alla fondazione del paese grazie alle testimonianze archeologiche.

È l'obiettivo del "turismo morbido", un'offerta che si adatta ai ritmi delle piccole produzioni locali, in linea con la sostenibilità ambientale: «La Sardegna ha un ecosistema delicato, dobbiamo proteggere le destinazioni turistiche», spiega Tomaso Ledda di Nabui, società che ha sviluppato il progetto, «abbiamo bisogno di viaggiatori che si innamorano dei piccoli gesti, noi proponiamo un sistema capace di promuovere l'identità dei territori nel totale rispetto dell'ambiente, generando impatto sociale ed economico per i residenti».

Tra le novità di quest'anno c'è la location scelta per l'evento, non più la piazza centrale del paese ma la corte de sa festa davanti alla chiesetta campestre novenario di San Basilio, appena fuori dal centro abitato. Un edificio che risale al 1600 e che per la comunità nughedese è luogo di aggregazione e socialità, con la sua corte circondata dai caratteristici muristenes, dove sarà anche possibile pernottare a richiesta (i posti sono limitati) per poter vivere un'esperienza piena e completa insieme alla comunità nughedese.

Ad animare la cena sarà invece il Kinga Glyk Trio, sul palco a partire dalle 22.30 per un concerto gratuito organizzato nell'ambito del festival di musica Dromos.

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