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giovedì, 14 giugno 2012
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Sgombero del campo Rom a Cagliari. Il piano delle istituzioni

Entro il 2 luglio l’abbandono dell’area, intanto si pensa alla dislocazione delle 29 famiglie nell’area vasta. Le istituzioni, con la collaborazione e i supporto della Caritas, lavorano per politiche sociali che garantiscano l’inclusione sociale della minoranza etnica che abbandonerà la zona di Viale Monastir.

CAGLIARI - Un obiettivo bipartisan che vede d’accordo la Provincia, il Comune e la Regione: un piano per lo sgombero del campo rom di Viale Monastir. Il sindaco Zedda, dopo aver firmato l’ordinanza che consentirà l’abbandono dell’area, ha dichiarato che in tempi celeri verrà bonificata la zona. “La finalità di questa operazione è puntare all’autonomia e all’indipendenza per queste famiglie”.

I numeri. Le persone che abitano nel campo sono 157, ben 93 sono minorenni. Un fondo regionale di 579 mila euro dovrebbe essere utilizzato per i lavori di trasferimento delle 29 famiglie, poi per consentire i lavori di bonifica.

Le istituzioni quindi provvederanno a trovare un alloggio che miri all’autosufficienza delle famiglie sgomberate e dislocarle nell’hinterland della città. Alcuni nuclei familiari, che non sono in uno stato di disagio economico, hanno già firmato i contratti di locazione. Chi invece non riuscirà a pagarlo verrà aiutato dalla Caritas. “Il campo è sempre stato una zona di sosta temporanea e da tempo pensavamo allo sgombero” commenta Zedda. “Anche se ‘sgombero’ è una parola sbagliata visto che la maggior parte delle famiglie hanno accettato di buon grado di abbandonare l’area di Viale Monastir. Pochissimi hanno dichiarato di voler rimanere”.

La parola d’ordine rimane comunque ‘inclusione sociale’. Lo ha ribadito Don Marco Lai, direttore provinciale della Caritas, per ricordare a tutti che è necessario supportare l’abbandono del campo con politiche sociali adeguate. “Siamo indietro rispetto alle normative europee che tutelano le minoranze etniche, quindi bisogna allinearsi agli altri Paesi, in modo da garantire una vera inclusione sociale".

Mauro Loddo
Ultimo aggiornamento: 14-06-2012 15:20
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