Cronaca

Alluvioni in Sardegna. Legambiente: "Pericolo attuale, rivedere i progetti sbagliati"

Dissesto idrogeologico: anche nell’autunno 2015 è di nuovo emergenza alluvione. L'appello di Legambiente: “Servono misure coraggiose di revisione delle progettazioni sbagliate degli anni passati”.



CAGLIARI - La catena di alluvioni, che negli ultimi anni ha interessato la Sardegna, e in particolare la zona di Olbia, mette a nudo i mutamenti climatici: lunghi periodi siccitosi e maggiore frequenza di eventi eccezionali. Molti amministratori e comuni cittadini hanno dovuto prendere coscienza che sono stati fatti molti errori nella gestione del rischio idrogeologico.

"Quanto successo il 1 ottobre ad Olbia deve suonare come una forte campana d’allarme sulla gestione del territorio, dal punto di vista sia urbanistico sia di complessivo assetto idrogeologico. Già nel 2013 l’alluvione che ha investito la Sardegna aveva interessato ben 64 comuni con una popolazione di 345.000 abitanti ed il 20% del territorio isolano, con danni stimati in 650 milioni di euro. Tutto questo impone con drammaticità l’urgenza di intervenire". Questo l’appello fatto oggi nella conferenza stampa di Legambiente Sardegna a cui hanno partecipato Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna,Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale, Franco Saba e Paolo Scarpellini del comitato scientifico.

“Occorre un maggiore rigore nella salvaguardia dei sistemi ambientali e in via prioritaria di quelli fluviali – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -, con l’estensione delle fasce di salvaguardia e interventi di riqualificazione. Serve un robusto e complessivo adeguamento normativo, che tenga conto dei cambiamenti climatici. Oggi le norme nazionali e regionali danno chiare indicazioni in questa direzione, serve un concreto cambio di passo anche nei progetti che si mettono in campo. Le risorse economiche ci sono, come dimostrano i recenti stanziamenti nazionali per Olbia, nell’ambito del piano delle aree metropolitane di Italia Sicura, pari a 81,2 milioni di euro, a cui si aggiungono le risorse messe in campo dalla stessa regione: 190 milioni di euro per Difesa del suolo e assetto idrogeologico nel mutuo da 700 milioni di euro contratto dalla Regione per la realizzazione di opere e infrastrutture e 15 milioni di euro di contributo straordinario per la pulizia e manutenzione Bisogna utilizzarle al meglio.”

La Giunta regionale ha recentemente ribadito di voler cambiare registro rispetto alle speculazioni degli anni passati. “L’opera di ricostruzione – dichiara Vincenzo Tiana - nei centri alluvionati sia l’occasione per migliorare l’assetto idrogeologico. Non si può ricostruire negli stessi punti e con le stesse modalità di quelle che hanno provocato i disastri. Anche le amministrazioni comunali - conclude - hanno un ruolo decisivo. Fin da subito infatti occorre incorporare nel Piano urbanistico comunale le direttive del Piano di assetto idrogeologico, in adeguamento al Piano paesaggistico regionale". 

Infine un tassello fondamentale nell’opera di prevenzione e di salvaguardia dell’incolumità dei cittadini riguarda la gestione delle emergenze. “Nell’ultima emergenza l’attività della protezione civile è stata efficace e ha permesso ai cittadini colpiti dall’alluvione di mettersi in salvo. Serve però un miglioramento complessivo a scala regionale – dichiara Franco Saba, esperto forestale del Comitato scientifico di Legambiente Sardegna - in particolare sono ancora pochi i Comuni dotati di Piani di emergenza, appena un terzo del totale, e occorre incrementare le attività di formazione e informazione su cosa fare in caso di frana o alluvione, a partire dai territori più a rischio.

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