Cronaca

Migranti e accoglienza, nasce in Sardegna rete di operatori pubblici e privati

L'Isola capofila nel progetto Liantza, la Regione firma protocollo d'intesa e mette 350mila euro. In arrivo fondi per i mediatori culturali. Coinvolte anche Chiesa, Comuni, associazioni e cooperative.



CAGLIARI - Un Protocollo d'intesa con la Regione per rafforzare la prima rete degli operatori dell'immigrazione in Sardegna, avviata dal progetto Liantza. A proporlo è l'assessore regionale del Lavoro, Virginia Mura, intervenendo al convegno conclusivo del progetto. Intitolato "L'altra faccia dell'immigrazione", all'appuntamento è intervenuto in collegamento via Skype anche l'assessore regionale della Sanità Luigi Arru insieme a rappresentanti istituzionali, esperti e operatori impegnati nel settore. "Credo che il progetto Liantza che si chiude, vada in realtà considerato solo l'inizio di un percorso comune", dice la Mura. "Propongo di stipulare un protocollo d'intesa con la rete che è stata costituita in Sardegna: è una realtà preziosa per la Consulta regionale per l'Immigrazione, l'organo istituzionale che si occupa dell'integrazione dei migranti, che per certi versi ancora più difficile della prima accoglienza. Lavorando insieme potremo limitare la frammentarietà della progettazione e della spesa delle risorse finanziarie, che non sono poche". Dall'esponente della Giunta Pigliaru anche una comunicazione di servizio "A novembre uscirà il bando per i mediatori culturali, sono figure che verranno inserite nell'Agenzia regionale del Lavoro".

All'incontro è intervenuto in collegamento via Skype l'assessore regionale della Sanità Luigi Arru. "Il 15 ottobre sono state presentate a Bruxelles le buone pratiche attive in Europa, e due regioni italiane, una era la Toscana, l'altra la Sardegna, sono state citate come modelli. Siamo riusciti a gestire gli sbarchi con grande umanità e professionalità. I medici sardi hanno garantito assistenza immediata in porto, ambulatori di strada per i migranti, centri di orientamento per servizi sanitari. Dopo il grande lavoro sulla prima accoglienza, ora dobbiamo farne uno altrettanto importante sull'integrazione. Liantza vuol dire rete e per l'integrazione serve proprio questo: lavorare insieme. Se riusciamo a dare una risposta di civiltà, contrastiamo il razzismo".

Il convegno è stato aperto dai saluti del sindaco di Cagliari Massimo Zedda e dal Prefetto della provincia di Cagliari Giuliana Perrotta. Sono poi intervenuti Mario Argentero (Direttore del progetto Liantza), Riccardo Rosas (Assessorato del Lavoro), Stefania Congia (Ministero del Lavoro) e Mauro Carta (ricercatore Iares). Ha chiuso i lavori la Tavola rotonda sul tema "Quali politiche migratorie europee, nazionali e locali tra diritti di cittadinanza, necessità di accoglienza e complessità sociali" con gli interventi, oltre che degli assessori Mura e Arru, del sottosegretario del ministero degli Interni con delega all'immigrazione Domenico Manzione, del deputato Khalid Chaouki, relatore della proposta di legge di riforma della cittadinanza, e di don Marco Lai, direttore della Caritas Sardegna. L'europarlamentare ed ex ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge ha partecipato con un videomessaggio al dibattito, arricchito anche dalle testimonianze di alcuni immigrati integratisi in Sardegna. 

I NUMERI DI LIANTZA – Finanziato dall'assessorato regionale del Lavoro con risorse del Fondo sociale europeo 2007-2013, il progetto da quando ha preso avvio, ad aprile 2014, ha messo a confronto sul territorio operatori, istituzioni, rappresentanze degli immigrati. "Liantza" ("legame" in sardo) ha realizzato 171 incontri in tutte le province sarde, ha prodotto 52 schede progetto ed elaborato 12 protocolli d'intesa. Un percorso partito dal basso e fondato sull'ascolto per costruire, concretamente, una nuova politica dell'immigrazione.

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