Cronaca

Cosa vuole fare a Budelli il neozelandese che ha comprato l'isola

Un osservatorio della biodiversitÓ. L'idea di Michael Harte, il magnate neozelandese che ha acquistato l'isola di Budelli a La Maddalena, sta suscitando un vespaio di polemiche. Il motivo? La trasformazione di alcuni vecchi ruderi nasconderebbe ben altro.



CAGLIARI - L'Isola di Budelli, con la famosa spiaggia rosa nell'Arcipelago della Maddalena, è diventata proprietà di Michael Harte. Un banchiere neozelandese che l'ha comprata per circa 3 milioni di euro all'asta fallimentare, indetta dal Tribunale civile di Tempio Pausania, dopo che per anni la Nuova Gallura srl, la vecchia società proprietaria, l'aveva inutilmente messa in vendita. A nulla è valso il diritto di prelazione in favore dello Stato, cioè la priorità sull'acquisto nel caso di compravendita,  reso vano da una sentenza del Consiglio di Stato che ha giustificato la decisione con la mancanza del piano del Parco.

Ora Harte vorrebbe realizzare sull'isola un osservatorio della biodiversità mediante la costituzione di una fondazione che intenderebbe coinvolgere l'Ente Parco nazionale. Del progetto si è parlato martedì sera durante un incontro al Ministero dell'Ambiente tra gli avvocati del ricco proprietario e il presidente del Parco de La Maddalena.

INCONTRO A ROMA. Sulla riunione un comunicato inviato da Roma fa sapere che "il Ministero continuerà a operare per la salvaguardia delle rilevanti matrici ambientali presenti nell'ecosistema di Budelli. Nel merito, ieri è stata consegnata dai tecnici di Harte una presentazione di massima dell'idea progettuale, non un documento tecnico sottoposto ad un parere. Sono state inoltre illustrate le linee generali dell'attività della Fondazione che curerà i progetti".

IL PROGETTO. Se le fonti ufficiali parlano di idee progettuali altrettanto non può dirsi dei documenti che circolano in rete in queste ore. A pubblicare i disegni tecnici è il deputato di Unidos Mauro Pili secondo il quale si vorrebbe trasformare un "modestissimo rudere in residenze temporanee". Questo grazie a un aumento dei volumi delle strutture in una zona ad altissima tutela paesaggistica. [continua a leggere dopo l'immagine]



Non solo, Pili dopo aver pubblicato le carte calca la mano: "Ville con vista sulla spiaggia rosa, volumetrie più che raddoppiate, pontile verso il mare per accesso dalla barca, mare interdetto e boa solo per nababbi. Un piano che confessa il vero obiettivo, suite a Budelli, resort diffuso su Razzoli e Santa Maria con la trasformazione dei fari in hotel 5 stelle super. Altro che ambientalisti, si tratta di un piano senza scrupoli".

Promettono battaglia anche gli ambientalisti del Gruppo d'Intervento Giuridico. "Sembra che il banchiere neozelandese voglia raddoppiare le volumetrie esistenti sull'isoletta.  Se lo scordi - afferma il portavoce Stefano Deliperi- la salvaguardia ambientale non si fa con gli aumenti di volumetrie". L'associazione ecologista si dice pronta a far valere nelle sedi opportune la presenza del quadro normativo di completa tutela ambientale. L'Isola infatti è tutelata da un vincolo di conservazione integrale oltre che dal Piano paesaggistico regionale che impedisce di mettere in piedi un solo mattone. Ma il pericolo è dietro l'angolo: "Il problema è far rispettare le norme di tutela ambientale, avere un adeguato servizio di vigilanza, a terra e a mare - prosegue Deliperi - Guardia costiera, Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Carabinieri, Guardia di Finanza, addetti del parco fanno quello che possono: il personale e i mezzi sono limitati, il carburante per i natanti costa. I tre milioni di euro per l'acquisto di Budelli sono certamente più utili qui".

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