Cronaca

Cannabis legale, in Sardegna entrate per 200 milioni - INFOGRAFICA

La “cannabis di Stato” in Italia porterebbe entrate fiscali per 7 miliardi e mezzo. In una mappa gli incassi stimati per ogni Regione, alla Sardegna entrerebbero 200 milioni. Ma intanto, mentre in Parlamento avanza una proposta di legge, rimane l’allarme dell’Antimafia: “Nell'Isola pericolo criminalità organizzata”.



CAGLIARI - Duecento milioni di euro, il doppio di quanto spendiamo per ricerca e innovazione. Sono i soldi che la Sardegna potrebbe incassare se la cannabis in Italia venisse legalizzata. Non si tratta di dati ufficiali ma di stime, molto attendibili, calcolate sulla base di studi e documenti ufficiali. 

Un’analisi del 2014 sul sito d’informazione LaVoce.info riguardo gli effetti della cannabis sui conti pubblici, a firma di Mario Centorrino, Pietro David e Ferdinando Ofria docenti di Politica Economica all’Università di Messina, è stata ripresa di recente da Nordai società cagliaritana che si occupa di servizi web dedicati all’informazione geografica. Il loro lavoro ha prodotto una mappa interattiva sulla piattaforma GeoNue dove vengono paragonati gli introiti fiscali che l’Italia avrebbe con la legalizzazione della marijuana e quanto invece oggi si spende in ricerca e innovazione. [prosegue dopo la mappa]

Realizzata da Nordai Srl sulla piattaforma GeoNue | Guarda la mappa per esteso

L’Isola avrebbe entrate per circa 200 milioni di euro ogni anno. Secondo la mappa sarebbe il doppio di quanto la Sardegna spende per ricerca e innovazione ma la cifra, per capirci, è vicinissima ai 211 milioni di euro che la Giunta Pigliaru ha previsto di spendere alla voce Istruzione nella manovra finanziaria 2015.  A livello nazionale chi gioverebbe maggiormente di una legge ad hoc sarebbe la Lombardia con incassi per circa 1200 milioni di euro, seguita da Lazio e Campania (700 milioni ciascuna), Sicilia (615 milioni) Veneto (600 milioni), PIemonte ed Emilia Romagna (530 milioni a testa).

IL MERCATO NERO. La situazione sul commercio di droga in Sardegna appare chiara nella relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia riguardante i dati relativi al periodo luglio 2013 - giugno 2014. Siamo diventati un importante crocevia di traffici internazionali ma anche terra fertile per la coltivazione: “I quantitativi di stupefacente sequestrati crescono in modo esponenziale. Per quanto riguarda la marijuana - scrive la Dna - i carichi che vengono intercettati sono sempre più vicini al quintale, quando non lo superano. È tuttora attuale e valida la proposizione secondo cui mentre per le droghe c.d. pesanti, la Sardegna è terra di consumo del prodotto finito, non così per la marijuana, i cui quantitativi di produzione eccedono certamente le esigenze dell’autoconsumo. Come emerge in diversi procedimenti, le piantagioni sequestrate negli ultimi anni dimostrano che l’attività si è trasformata in business e che, in assenza di un efficace controllo del territorio, l’intero ciclo (dalla produzione al commercio) è destinato a essere gestita dalla criminalità organizzata”.

D’altra parte, come spiegano le più classiche delle teorie economiche, a fronte di un’offerta c’è sempre una domanda da soddisfare. E infatti “lo sviluppo del mercato degli stupefacenti nel territorio sardo - è scritto nella relazione - è sostenuto anche da una domanda crescente, coincidente con l'intero territorio sardo, anche se particolarmente concentrata nei centri urbani, in particolare nelle loro periferie per i consumi di hashish e marijuana, mentre appaiono stazionari i consumi delle altre droghe (cocaina, eroina)”.

I BENEFICI. Ritornando ai tre accademici, la loro ipotesi è che le droghe leggere rappresentino la metà del ricavato del traffico di stupefacenti: “La loro legalizzazione - scrivono - produrrebbe un aumento percentuale del Pil ‘ufficiale’ annuo italiano tra l’1,20 e il 2,34 per cento, a seconda che si consideri la stima bassa di 24 miliardi o quella alta di 50 miliardi per il fatturato di questo mercato”. Le stime vanno maneggiate con cautela ma i benefici sarebbero chiari: lo Stato risparmierebbe sui costi per la proibizione dell’uso delle droghe leggere (meno spese per polizia, carceri e magistratura), dalla tassazione di produzione e vendita deriverebbe un maggiore gettito fiscale, crescerebbe il Pil, senza dimenticare che si indebolirebbero proprio le mafie padrone assolute dei traffici. [Continua] / Credits foto

Ultimo aggiornamento:
Altre notizie
Rubriche
Click e Gusta
Da oggi a Cagliari la pizza si ordina così:
  1. inserisci l'indirizzo
  2. scegli la pizzeria (o il ristorante)
  3. decidi cosa mangiare
  4. attendi la consegna a domicilio
www.clickegusta.it