Cronaca

Pula, omicidio del Jolly Market. 25 anni dopo assassino in cella, condanna definitiva

Un quarto di secolo dopo il delitto finisce in carcere Sandro Pireddu, 43enne di Assemini. È uno dei tre malviventi che il 7 dicembre 1990 hanno ucciso il titolare del market Jolly di Pula, Paolo Atzeni, durante una rapina.



CAGLIARI - I militari del nucleo Investigativo, coadiuvati dai carabinieri della stazione di Monastir, hanno arrestato Sandro Pireddu, 43 enne, originario di Assemini. Dovrà scontare 14 anni e 8 mesi per la rapina finita nel sangue il 7 dicembre 1990. All'epoca, tre malviventi hanno fatto irruzione al “Jolly market” di Pula con l’intento di commettere una rapina. Due di loro, con volto coperto da passamontagna ed armati di fucile e pistola, entrarono nell’esercizio commerciale, mentre il terzo faceva da palo all’esterno. I due rapinatori non riuscirono a gestire la reazione del figlio del proprietario del market, Paolo Atzeni, trentasettenne e padre di due bambini, e gli spararono alla tempia con la pistola, uccidendolo sul colpo. Il delitto, che scosse in maniera notevole l’intera comunità, rimase impunito per diversi anni nonostante fossero stati profusi importanti sforzi investigativi 

Nel mese di ottobre 2009 il nucleo Investigativo rielaborò l’immenso materiale probatorio raccolto studiando in particolare gli eventi delittuosi dell’epoca commessi con l’uso delle armi in zone prossime al basso campidano. Grazie anche ad una intensa e mirata raccolta di informazioni confidenziali, emergevano rilevanti convergenze su alcuni soggetti di rilievo investigativo quali, tra tutti Mauro Niola, Roberto Orrù e Sandro Pireddu. Proprio quest'ultimo aveva svolto il ruolo di palo. Era stato esaminato un reperto, costituito da un passamontagna abbandonato dai rapinatori in fuga, sul quale, grazie alle moderne tecnologie del settore, era stato rinvenuto materiale biologico utile per le comparazioni. La successiva verifica del dna estratto con quella dei personaggi oggetto dell’indagine era positiva per Roberto Orrù. Dopo essere stato arrestato aveva vuotato il sacco, facendo i nomi di Niola e Pireddu. Il giudizio di primo grado si era concluso con la condanna a 30 anni per Niola, 20 per Pireddu e 14 per Orrù. In appello la sentenza per Niola aveva visto l'assoluzione e la condanna di Pireddu ridotta ad anni 16. La procura aveva fatto ricorso per l’assoluzione di Niola. Lo scorso 24 novembe la corte di Cassazione, ha annullato la sentenza di assoluzione per Niola con rinvio degli atti alla Corte d’Appello e rigettato il ricorso di Pireddu. 

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