Cronaca

Tartarughe prigioniere in gabbia e senza acqua. Gli ecologisti sul piede di guerra

Decine di testuggini abbandonate nel parco cagliaritano di Monte Urpinu. La onlus Gruppo di Intervento Giuridico chiama in causa il Comune. "Condizioni di vita degli animali non ideali".



CAGLIARI - L'associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico onlus ha inoltrato un'istanza di immediato accertamento delle condizioni di detenzione di decine di Tartarughe d'acqua collocate in una gabbia su terra nel parco comunale di Monte Urpinu. Coinvolti il sindaco Massimo Zedda, il dirigente del Servizio Parchi, Verde e Gestione Faunistica del Comune di Cagliari Claudio Papoff (che è anche direttore del parco naturale regionale "Molentargius – Saline") e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale.


"Sono ammassate l'una sull'altra, nessuno specchio d'acqua, nemmeno piccolo, in un periodo durante il quale normalmente vanno in letargo. Si può solo supporre che siano state prelevate dai laghetti presenti nel parco per qualche motivo, ma quelle attuali non sembrano proprio le condizioni ideali per la vita", spiegano gli ecologisti. Il Grig "ha chiesto l'adozione degli opportuni provvedimenti per garantire alle tartarughe d'acqua un'adeguata sistemazione in uno dei tanti specchi acquei del Parco comunale di Monte Urpinu che garantisca il benessere in linea con le esigenze naturali".

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