Cronaca

Abiti per i poveri in vendita, dopo l'inchiesta la Caritas sospende ogni raccolta

Dopo il sequestro, al porto di Cagliari, di un tir carico di abiti pronti ad essere venduti nella Penisola invece di essere donati ai poveri, la Caritas del capoluogo sardo precisa la propria posizione: "Massima fiducia nei nostri operatori" ma sospende ogni tipo di raccolta di indumenti.



CAGLIARI - Dopo il blitz di mercoledì sera al porto di Cagliari e i primi sviluppi dell'inchiesta che ha portato a denunciare cinque persone, tra cui un referente della Caritas cagliaritana la quale risulterebbe comunque parte lesa nella vicenda, dall'ufficio stampa della Diocesi arriva una posizione ufficiale. 

In una nota viene chiarito che "tutte le Caritas da sempre, tra le loro attività in favore dei poveri, promuovono la raccolta e la ridistribuzione di abiti usati. Alla finalità caritativa si associa anche quella educativa al fine di combattere lo spreco e sensibilizzare al riutilizzo dei beni". Tuttavia "allo scopo di tutelare i propri assistiti, i donatori e se stessa" la Caritas diocesana di Cagliari "sospende immediatamente" ogni attività di raccolta di indumenti sino a che non sarà fatta luce sulla vicenda.

La Caritas infine "conferma la sua fiducia nei riguardi di tutti i suoi operatori" e ribadisce "la propria disponibilità alla Magistratura, la Caritas si augura che venga fatta al più presto chiarezza".

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