Cronaca

Ryanair conferma: "Costretti a chiudere Alghero, troppe tasse". Duro attacco a Governo e Alitalia

Alghero, Pescara, Crotone. Ryanair dice addio a tre aeroporti italiani e conferma così la fuga dallo scalo del nord Sardegna: tagliate otto rotte e 225 posti di lavoro.



ALGHERO - Era nell'aria, ora è ufficiale: Ryanair ha annunciato che da ottobre sarà costretta a chiudere le sue basi di Alghero e Pescara, a tagliare alcune rotte e a chiudere tutti i voli di Crotone, "a seguito dell’illogica decisione del Governo Italiano di aumentare ancora le tasse municipali, danneggiando il turismo italiano, il traffico e i posti di lavoro". Questa la dichiarazione ufficiale rilasciata dai vertici della compagnia irlandese.

Un attacco senza mezzi termini nei confronti del Governo: "Ha aumentato le tasse di circa il 40% (da €6,50 a €9) per ciascun passeggero in partenza dall’Italia dal 1°gennaio di quest’anno per sussidiare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia. Come conseguenza, a Ryanair non è stata lasciata altra scelta se non: spostare aeromobili e posti di lavoro fuori dall’Italia verso altre basi Ryanair in Spagna, Grecia e Portogallo (dove non vengono addebitate tali tasse per passeggero), chiudere le sue basi di Alghero e Pescara e cancellare tutti i voli da Crotone a partire da ottobre, tagliare rotte e traffico da e verso altri aeroporti Italiani, spostare la capacità dagli aeroporti regionali a Roma e Milano". 

I NUMERI. Complessivamente, la decisione di Ryanair oltre al taglio di 600 posti di lavoro, comporterà la chisura di 16 rotte e la perdita di 800 mila passeggeri. In particolare, negli scali più colpiti, con la chiusura della base di Alghero verranno tagliate 8 rotte con 300 mila clienti persi e 225 posti di lavoro soppressi mentre con la chiusura della basi di Pescara le rotte tagliate saranno 5, 250 mila i clienti e 188 i posti di lavoro persi. Lo stop dell'operativo su Crotone comporterà il taglio di 3 rotte, 250 mila passeggeri e 188 posti di lavoro in fumo.

Si tratta, per David O’Brien, Chief Commercial Officer di Ryanair, di "brutte notizie per gli aeroporti italiani". "Dal 1998 ad oggi, abbiamo portato voli diretti dove nessun altro volava perchè non era per profittevole. Invece, noi, grazie alla nostra efficienza e bassi costi, abbiamo operato in maniera profittevole e con un importante ritorno sul pil dei territori dove siamo presenti. Ora questa tassa minaccia tutto questo", ha detto il manager. Ma soprattutto, per Ryanair, gli aumenti delle tariffe "non devono andare a finanziare il fondo per la cassa integrazione degli ex dipendenti di Alitalia": piuttosto, ha affermato O'Brien, "dovrebbe essere qualcuno ad Abu Dhabi a finanziare questo fondo".

Comunque, Ryanair "non vuole avere un atteggiamento ostile verso Alitalia". Anzi, O'Brien ricorda una proposta avanzata due anni fa alla compagnia italiana e non accettata: "con il network unico che noi abbiamo in Europa, potremmo fare feederaggio su Roma per il lungo raggio di Alitalia. Invece, ora, Alitalia fa feederaggio su Abu Dhabi. E' stato un errore".

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