Cronaca

Ryanair (forse) rimane in Sardegna. "Ma tasse giù". Scende in campo il ministero

Il colosso irlandese punta i piedi. "Scatenante l'aumento delle tasse, è del 50 per cento. Il Governo riveda le sue posizioni". Dal ministero dei Trasporti: "Minacce di interruzioni non utili, stiamo valutando".



CAGLIARI - Un solo punto, ma fondamentale per far sì che Ryanair riveda le sue posizioni e continui a operare in Sardegna. Il Governo deve rivedere l'aumento della tassa d'imbarco, motivo che ha portato la società irlandese a prevedere lo smantellamento di quasi tutti i collegamenti da e per l'Isola. A spiegare meglio il punto di vista della realtà con base principale a Dublino e John Alborante, responsabile comunicazione e marketing, intervenendo su numerosi mezzi di comunicazione isolani. "Pronti a rivedere la nostra posizione se il Governo rivedesse le sue decisioni. Il fattore scatenante è l'aumento delle tasse", spiega Alborante, "nel nostro caso, una compagnia che vende biglietti" a prezzi bassissimi e che "non addebita ai clienti tasse aeroportuali, l'incremento di una tassa può rappresentare anche un irragionevole aumento del cinquanta per cento".

Da Roma, intanto, esattamente dal ministero dei Trasporti, filtrano delle prime indiscrezioni. La situazione sarebbe in fase di studio, proprio "per la riduzione della tassa". Tuttavia, fonti interne al ministero spiegano anche che "gli aumenti non potevano essere evitati". Il motivo? Si tratterebbe "di impegni assunti da governi precedenti. Le minacce di interrompere i servizi" non aiuterebbero a rasserenare la situazione.

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