Cronaca

"Divertimento tra fiumi di sangue, Sardegna terra arretrata". Anatema animalista contro sagra dell'agnello di Bidoný

Diciottesimo anno per l'evento oristanese curato dalla Pro Loco e patrocinato da Provincia e Regione. Da un'associazione animalista piovono critiche: "Sardegna ancorata a tradizioni superate".



CAGLIARI - Non è la prima volta che arrivano missive tutt'altro che zuccherose da parte di assocazioni che si occupano della tutela degli animali. Soprattutto quando la portavoce è Paola Re: direttamente da Tortona, in Piemonte, si presenta quale "responsabile delle petizioni" per conto della realtà Freccia 45, associazione no profit che, tra volontari alle dogane che verificano la possibile entrata di animali destinati alla vivisezione, adozioni nei canili e blocchi all'importazione di macachi, sposa in pieno la "causa animale". Chi vuole può anche sostenere l'associazione, con tanto di donazioni da fare attraverso un codice iban. L'ultimo appello, che somiglia nei fatti a un anatema, riguarda la "Sagra de s'anzone", in programma la giornata di Pasquetta a Bidonì, nell'Oristanese. 

LA LETTERA - "Bidonì non è certo il solo luogo che celebra la Pasqua sgozzando gli agnelli ma detiene questo orrido primato scenografico che vede protagonisti cuccioli, nati a seguito di una fecondazione regolata in modo da poterli macellare quando pesano 8-12 chili, proprio in occasione della Pasqua. Un ciclo di vita artificiale a esclusivo uso e consumo dell’essere umano, una vera e propria programmazione sistematica a morire". Segue la descrizione del processo di macellazione, poi la prima stilettata: "Dopo essere stati sgozzati, i loro corpi vengono lavorati velocemente diventando prodotti, pronti per essere venduti. Tutto ciò solo perché si fa prevalere il diritto al gusto sul diritto alla vita. Quel girotondo di piccoli cadaveri che dovrebbe essere fonte di 'Tanto sano divertimento per grandi e piccoli' pesa come un macigno". E giù neanche tanto velate critiche alle tradizioni sarde: "La Sardegna è un’isola e come tale anche la sua cultura è autoreferenziale. È una terra aggrappata a certe tradizioni granitiche, come questa sagra, che non hanno più ragione di esistere", scrive la Re. Mi dispiace non solo per gli animali che perdono la vita ma per un’economica che perde i pezzi e purtroppo di questa perdita risentono famiglie che necessitano di lavorare. Non è con l’allevamento ovino, tantomeno con questi massacri festaioli, che si aiuta l’economia".

La firma in calce alla cinquantina di righe è di Paola Re. "La sagra di Bidonì quest’anno è al diciottesimo anno e alla maggiore età ci si aspetta una forte presa di coscienza della vita nella sua gioia e nel suo dolore. A Bidonì il dolore regna indisturbato da 18 anni e forse è ora di dire basta, celebrando le festività pasquali con un girotondo di agnelli vivi in modo che 'Tanto sano divertimento per grandi e piccoli' valga per esseri umani e non umani". Con buona pace dei 'cattivi' carnivori che scelgono liberamente di trascorrere la giornata di Pasquetta all'aria aperta, continuando a portare avanti, anche nel 2016, quelle tradizioni sarde finite all'attenzione di alcuni vegani.

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