Cronaca

Nuovo Sant'Elia, dal Comune 10 milioni: "I numeri dell'accordo con il Cagliari"

Gli accordi sul nuovo stadio. Ecco cosa prevede la proposta per l'affidamento del Sant'Elia al Cagliari Calcio che realizzerà un nuovo impianto da 21mila posti. Oggi il voto in Consiglio comunale.



CAGLIARI – Il nuovo stadio Sant'Elia potrebbe non essere troppo conveniente per le casse del Comune. Sicuramente non è a costo zero. La pensa così Giovanni Dore, consigliere comunale di Sardegna Pulita che nel suo blog esprime più d'un dubbio sul documento che stasera verrà discusso dall'Aula di via Roma. Si tratta della proposta per l'affidamento del Sant'Elia al Cagliari Calcio che dovrà occuparsi di realizzare un nuovo impianto. 
 
La ricostruzione di costi e benefici parte da un confronto con altre due città italiane: Torino e Udine. Nel capoluogo piemontese la Juventus ha costruito il nuovo Stadium sulle ceneri del vecchio Delle Alpi, mentre l'Udinese sta rimpiazzando il vecchio Friuli. Come? Grazie allo strumento del project financing: il Comune cede il diritto di proprietà per un determinato tempo e in cambio la società realizza l'opera. 
 
A Torino e Udine i comuni incasseranno 25 milioni di euro dalla cessione del diritto di superficie per 99 anni. L'operazione in Sardegna sarà diversa perché Palazzo Bacaredda darà il diritto di superficie sull'area pubblica per 51 anni, gratis. “La sostanziale differenza – scrive Dore - tra la nostra e le altre procedure è data dai numeri: a Torino ed Udine è stato quantificato un “prezzo” per il diritto di superficie (rispettivamente 25 e 21,5 milioni di euro, da noi 0) e non è stato offerto nessun contributo pubblico (a Cagliari, quello del Comune viene stimato in 10 milioni di euro; è poi previsto un intervento della Sfirs, attraverso altro meccanismo finanziario per altri 10 milioni). A Udine però è stata concessa una compensazione parziale tra costo totale dei lavori di demolizione e ristrutturazione con quella del citato “prezzo” che, a conti fatti, si è ridotto fino a 4,45 milioni di euro che entreranno nelle casse del Comune”.
 
Un dubbio riguarda le attività commerciali. “Mentre a Torino è stata concessa una destinazione commerciale con numeri piuttosto simili a quelli proposti a Cagliari (circa 25 mila mq tra vendita, servizi, uffici, ecc.), ad Udine risulta che le attività consentite siano limitate a quelle di supporto all’attività del club (bar, ristornate, ecc.), poiché nell’accordo con la Società Udinese venne scritto che non erano ammissibili attività commerciali non connesse a quelle sportive in virtù dei divieti contenuti nelle normative urbanistiche vigenti. A Cagliari, oggi, vige lo stesso divieto – prosegue Dore - e,pertanto, l’autorizzazione urbanistica per il nuovo stadio dovrà contenere obbligatoriamente una variante al Puc ed una espressa autorizzazione della Giunta Regionale per le attività commerciali sopra i 10 mila mq (Grande Distribuzione)”.
 
Infine i ricavi, stimati in 4,5 milioni di euro l'anno. “Questi i freddi numeri che necessitano attenta ponderazione da parte di noi amministratori ai fini di questa decisione”. Mancano altri dati, conclude Dore: quanto vale lo stadio oggi? qual è l’effetto sul bilancio della cessione di questo bene? quanto vale effettivamente il diritto di superficie tenuto conto degli investimenti pubblici multimilionari connessi a: micropalificazione (sotterranea), parcheggi e viabilità?”.
 
Intanto la società rossoblù a un giorno dal voto, in un comunicato parla di “unanimi consensi a livello nazionale e internazionale, a partire da entusiastici commenti dal mondo sportivo. La pronuncia sulla dichiarazione di pubblico interesse – che ai sensi della Legge 147/2013 deve essere resa entro 90 giorni dalla presentazione della proposta - costituisce un passaggio dovuto e vincolante dell'iter autorizzativo che porterà alla realizzazione dello stadio, vera pietra miliare nella storia ormai pressoché centenaria del club rossoblù. Un successo per la città di Cagliari, un vanto per i propri Tifosi e per tutta la Sardegna”.
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