Cronaca

Tangenti mascherate da consulenze. Così truccavano gli appalti

Ecco la ricostruzione della Guardia di finanza oristanese, così sarebbero stati aggirati i controlli sugli appalti: false consulenze mascheravano tangenti e corruzione.



CAGLIARI - Dopo gli arresti avvenuti questa mattina, la Guardia di finanza di Oristano e i carabinieri di Tonara hanno ricostruito il modus operandi dell'organizzazione che avrebbe pilotato gli appalti per la costruzione di un tratto della Sassari-Olbia e dei porti turistici di Tertenia e Tortolì. 

Tutto partirebbe da una premessa. "Per poter attuare questo sistema in relazione ai grandi appalti si è rivelato indispensabile l’intervento del politico o del funzionario pubblico compiacente il quale, di volta in volta, si è attivamente adoperato nel far nominare quei commissari di gara malleabili nel giudicare e quindi assegnare, ad imprese o soggetti amici selezionati dal professionista a capo del sodalizio criminoso, lavori per milioni di euro".

LE TANGENTI. L’attività investigativa, eseguita mediante indagini tecniche, servizi di osservazioni, perquisizioni, ispezioni documentali eseguite sia su apparati informatici che cartacei, accertamenti di natura economica, ha permesso di individuare il sistema di pagamento delle tangenti, avvenuto sia in territorio nazionale che all’estero, attraverso modalità formalmente lecite.

Infatti, si è appurato che un intermediario nuorese "retribuiva politici e funzionari mediante tangenti mascherate da consulenze, incarichi professionali anche per interposta persona, contributi elettorali ottenendo in cambio la gestione in prima persona di una cospicua fetta di finanziamenti pubblici erogati sia dalla Regione Autonoma della Sardegna che dallo Stato. Le indagini hanno poi dimostrato che le provviste di denaro utili a distribuire tangenti a politici e a funzionari corrotti, originavano dall’emissione di fatture false emesse dal faccendiere nei confronti delle imprese aggiudicatarie degli appalti, o a imprese collegate, con motivazioni varie come lavori e consulenze in territorio nazionale ed estero".

LE CONFESSIONI. La ricostruzione degli investigatori sarebbe stata confermata dalla confessione resa dai rappresentanti legali delle imprese aggiudicatarie di appalti inerenti i lavori del tracciato Sassari-Olbia. "In presenza dei loro difensori - scrivono i finanzieri in un comunicato -, hanno raccontato di avere pagato la somma di euro 300.000 cadauno come prezzo per assicurarsi l’aggiudicazione dell’appalto". Le confessioni sono riscontrate dalle perquisizioni ed ispezioni di apparati informatici. "In particolare per un lotto della Sassari – Olbia è stato rinvenuto un elenco dei destinatari delle somme ricavate dalle tangenti pagate da appaltatori romani, nel quale figurano quali destinatari la sorella e la fidanzata di due politici regionali. Questa interposizione fittizia avrebbe permesso agli associati di dissimulare le tangenti sotto incarichi professionali apparentemente leciti, permettendo nel contempo ai politici coinvolti di ricevere una retribuzione illecita di 150.000 euro ciascuno. Appare utile evidenziare che era prevista anche una ulteriore tangente per i politici/funzionari pubblici corrotti da 800.000 euro, mascherata con un contratto fittizio per prestazioni professionali di vario genere".

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