Cronaca

Cagliari, l'addio dei volontari al centro di accoglienza migranti. Le accuse: "Gravi mancanze nei servizi"

I volontari del Comitato Restiamo Umani lasciano il Centro accoglienza presso la struttura dell’ex Motel-Agip, a Cagliari. Gravi accuse contro la cooperativa che assiste i migranti: "Gravi mancanze, un sistema che non funziona".



CAGLIARI -  I volontari del Comitato Restiamo Umani lasciano il Centro accoglienza per i migranti presso la struttura dell’ex Motel-Agip. "Una scelta sofferta ma dovuta, un segnale di denuncia per la situazione venutasi a creare e per la condizione dei rifugiati ospitati".

I volontari affidano a un comunicato stampa tutto il loro malcontento. Dopo un mese di aiuto e accoglienza hanno deciso di lasciare il centro. Nel mirino le presunte mancanze della cooperativa che gestisce il centro. "Siamo rimasti giustificando le mancanze della cooperativa rispetto a ciò che è previsto dal bando - si legge in una nota-, sperando che passata la fase di emergenza le cose sarebbero poi cambiate. Col passare dei giorni però nulla ha subito variazioni. Il centro per molti dei servizi essenziali si è retto sulla disponibilità ed impegno dei volontari e sulle tante donazioni della cittadinanza, sopperendo alle gravi mancanze, oltre i ragionevoli limiti dell’attività volontaria. Così noi abbiamo via via iniziato a sentirci complici di un sistema che non funziona".

Quali sarebbero le irregolarità. “L’assenza di un servizio lavanderia o di una zona preposta al lavaggio degli indumenti ad alta temperatura e la cui necessità è accentuata dalla presenza tra i ragazzi di numerosi casi di scabbia ci ha costretto a continuare a fornirgli a giorni alterni dei cambi puliti, con conseguente spreco di indumenti”.  Mancherebbe inoltre un servizio di sostegno psicologico per i migranti: “I ragazzi vengono perennemente appellati con termini dispregiativi e toni aggressivi da parte del personale della cooperativa”. Capitolo assistenza sanitaria: “Il bando prevede che la cooperativa debba fornire sia il trasporto necessario che l’assistenza in caso di ricovero. Nei fatti i ragazzi inviati con il 118, malati, stanchi, erano spesso costretti a tornare a piedi dai presidi ospedalieri, quelli ricoverati venivano lasciati soli, privi di vestiti e assistenza, costringendo spesso il personale medico e infermieristico a portare dei cambi per far si che potessero essere vestiti”.

Altre accuse riguardano gli alloggi “alcuni con gli scarichi non funzionanti” e i pocket money cioè i soldi che i migranti dovrebbero ricevere: “Ci è stato riferito sia dai ragazzi che da alcuni dipendenti della cooperativa – scrivono i volontari -, non sono stati dati per intero anche se veniva fatto dichiarare loro il contrario. Nessun indumento è mai stato fornito dalla cooperativa, tutt’ora buona parte dei ragazzi arrivati con l’ultimo sbarco indossano gli abiti con cui hanno effettuato la traversata o alcuni indumenti donategli dalla Croce Rossa. Non sono stati forniti spazzolino e dentifricio e per ogni stanza è stato messo a disposizione una sola volta uno shampoo monodose da dividere e tre piccole saponette, rendendo la situazione un problema anche dal punto di vista igienico sanitario".

Una protesta dei migranti nei pressi dell'ex Motel Agip

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