Cronaca

Capo Caccia, la replica dell'esperto: “Nessun pericolo la ferrata del Cabirol è sicura”

Dopo gli allarmi di due associazioni ambientaliste arriva la replica di chi ha costruito la ferrata del Cabirol a Capo Caccia.



ALGHERO - La Ferrata del Cabirol è sicura. È il parere di Corrado Conca, guida escursionistica e già istruttore di speleologia, torrentismo e arrampicata. Ma soprattutto è il “padre” del percorso che abbraccia le falesie di Capo Caccia: è stato lui a progettare e realizzare la Ferrata del Cabirol ed è lui ad accompagnare ogni anno centinaia di persone a scoprire panorami mozzafiato.

Rigetta l'allarme lanciato mercoledì dalle associazioni ambientaliste del Gruppo d'Intervento Giuridico e Mountain Wilderness Italia Onlus che definiscono la ferrata pericolosa “sia per l'incolumità delle persone che per la salvaguardia della specie". E aggiungono: “È in un’area indicata come a rischio molto elevato di frana e ci allerta il fatto che ancoraggi come quelli utilizzati sul posto siano stati causa di incidenti, non solo in Sardegna”.

Secondo Corrado Conca le inesattezze sarebbero tante, a partire proprio dal rischio frana: “Se n'è appena occupato il Parco di Porto Conte con il Comune di Alghero, spendendo cifre importanti per la messa in sicurezza delle falesie. Il lavoro svolto da una società di professionisti. La ferrata venne chiusa a titolo precauzionale – spiega - soltanto per permettere quei lavori. Quella falesia e i suoi massi insistono su tutta la scalinata del Cabirol, cioè la frequentatissima via di accesso pedonale alla Grotta di Nettuno, quindi la sua manutenzione è pressoché costante. L'esposizione al rischio di caduta pietre da parte di chi frequenta la via ferrata è pertanto identica a quella che corrono le famigliole che scendono a visitare la grotta. Qualcuno vuole per caso sostenere che l'accesso alla grotta sia pericoloso? Inoltre - prosegue- anche durante i lavori di disgaggio delle pareti, nessun cavo della via ferrata è stato coinvolto o sfiorato dai massi, che dimostra quale sia la protezione che le stesse cenge naturali svolgono sul percorso”.

Capitolo sicurezza. “Ad oggi la via ferrata del Cabirol è realizzata con i migliori materiali presenti sul mercato. Migliori vuol dire che ad oggi non sono conosciuti materiali che possano aumentare ulteriormente la sicurezza” spiega ancora Conca. “Inoltre la via ferrata viene costantemente monitorata, in via ufficiosa, grazie anche alla sua costante frequentazione e ogni qual volta una tratta di cavo presenti segni di usura, questo viene sostituito ben prima che possa diventare pericoloso”.

E sulla tutela dell'ambiente dice: “La via ferrata esiste da 15 anni e in questo lungo lasso di tempo è stato possibile osservare e monitorare la costante presenza di avifauna di varie specie. Nel documento si fa riferimento alla nidificazione di Falco Pellegrino che, appunto, è sempre esistito nella falesia e che, come tutte le altre specie, non considera evidentemente di disturbo la presenza degli escursionisti. Se così fosse – conclude Conca - potremmo certamente affermare che in questi 15 anni né il Pellegrino né tutte le altre specie avrebbero più nidificato sul posto. Invece si è potuto osservare un aumento delle nidificazioni, come ad esempio il Corvo Imperiale (Corvus Corax) che è passato da una singola coppia a tre, attualmente nidificanti. Tutte le specie vegetali, alcune anche endemiche, sono state costantemente monitorate già dai primi anni. Nessuna di esse è in pericolo anche perché proprio su una via ferrata i frequentatori possono calpestare una fascia molto ristretta di territorio, mezzo metro, un metro al massimo - cioè il limite di movimento determinato dalla presenza del cavo”. Foto Lucrezia Degortes

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