Cronaca

Sant'Efisio e migranti, il monito di Miglio: "Scappano da tragedie, l'accoglienza è forza positiva"

L'arcivescovo, presente alla festa del martire guerriero, lancia un messaggio chiaro: "Efisio faccia il miracolo di unire la Sardegna tutto l'anno. Anche lui è stato migrante, aprire le porte mette in movimento energie nuove".



CAGLIARI - La fede e la tradizione plurisecolare di tantissimi sardi verso Sant'Efisio deve essere un "grimaldello" utile ad aprire tutti verso un'unità maggiore, tra i tanti problemi quotidiani - "dal lavoro al futuro dei giovani" - ma anche a guardare con fiducia e carità cristiana ai più deboli. Il martire guerriero è stato un migrante. Come lui, nei primi secoli, "anche tanti profughi dal Nordafrica. Ciò deve essere un monito per creare soluzioni condivise e generose". A dirlo è Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente della Conferenza episcopale sarda. Dopo aver seguito la festa tra le strade della città, un breve salto in Comune.

"I problemi vanno affrontati, bisogna gestire le situazioni. L'accoglienza va organizzata al meglio, temiamo di essere indeboliti e ci chiudiamo, invece è proprio il contrario. Accogliere mette in movimento energie nuove". Per Miglio, più che gli slogan, devono contare i fatti: "Facile dirci tutti fratelli, c'è da creare una sinergia tra istituzioni, ogni migrante ha delle esigenze diverse. Auspico maggiore attenzione e flessibilità burocratica per fare le cose in modo chiaro. Le tragedie dalle quali arrivano queste persone sono inenarrabili, basta guardare i paesi di partenza e le situazioni che hanno lasciato per essere spinti a trovare una soluzione".

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