Cronaca

Il Girotonno di Carloforte? "Macabro massacro, un'inciviltÓ". Gli animalisti sul piede di guerra

E tre: dopo agnelli e lumache, c'Ŕ da registrare l'anatema di chi non consuma neanche un grammo di pesce. Nel mirino la quattro giorni nell'isola di San Pietro. "La mattanza vista come festa, segno di arretratezza".



CAGLIARI – Dopo la carne e i molluschi, il pesce completa il “piatto” di accuse confezionato a Tortona, in Piemonte, e spedito in Sardegna. Destinazione Carloforte, dove è in programma dal 2 a 5 giugno l’edizione quattordici del Girotondo. Degustazioni, musica e spettacoli nella splendida cornice vista mare: un evento che viene visto come fumo negli occhi da Paola Re: piemontese doc e organizzatrice di petizioni per associazioni no profit che difendono il mondo animale, utilizza il magico mondo delle email per lanciare l’ennesimo “j’accuse” nei confronti di un evento enogastronomico isolano.

La parte più tenera della missiva della Re è quella dove si legge che "i tonni sono esseri senzienti che trovano nel mare la loro dimora". Prima, e dopo, righe e righe al veleno. Dalla mattanza, "un orrore, davanti a tanta sofferenza non c’è giustificazione economica che tenga", al Girotonno nella sua totalità, "sapere che sulla mattanza si costruisce una festa è ancora più disdicevole". C’è spazio pure per una "minaccia" ad Antonello Venditti e Mario Biondi: previste infatti le loro esibizioni al Girotonno, “non comprerò mai più un disco loro". Ma, parentesi musicale a parte, Paola Re non sposta il mirino dalla festa carlofortina. "Le mattanze devono essere bandite da una società che voglia definirsi civile, e soprattutto il mare non è luogo per massacrare". Il mondo? "Va verso un’altra direzione, privilegiando il consumo di cibo vegetale", mentre invece “le politiche economiche di certi enti restano aggrappate alle loro posizioni granitiche”. Un saluto finale non propriamente amichevole agli organizzatori del "macabro" Girotonno, con un augurio che lascia libero arbitrio alla condivisione, all’indifferenza o allo scongiuro: "Magari chiuderà i battenti in men che non si dica".

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