Cronaca

Guerra aperta degli animalisti sardi al Girotonno: "Rito violento". Nel weekend presidio a Carloforte

La Lega antivivisezione animali di Cagliari offre una sponda alle polemiche scatenate oltremare. "I tonni muoiono asfissiati in un mare di sangue. Pronti a scendere in campo per sensibilizzare visitatori e turisti".



CAGLIARI - Arriva direttamente dal capoluogo dell'Isola il secondo schiaffo, nel giro di pochi giorni, al Girotonno. Dopo l'anatema lanciato da Paola Re - piemontese doc e organizzatrice di petizioni per associazioni no profit che difendono il mondo animale - "Il Girotonno di Carloforte? "Macabro massacro, un'inciviltà". Animalisti sul piede di guerra è il turno della Lav. La sezione cagliaritana della Lega antivivisezione animali vera una lettera dal titolo eloquente: "La chiamano festa ma si chiama mattanza". A corredo, una fotografia di tonni catturati e in un mare di sangue. "È un macabro rituale, grottesco e fuori luogo" soprattuto "nel contesto di una festa". E nel primo weekend di giugno, in quel di Carloforte, la Lav è pronta a mostrare le sue ragioni a chi, per un motivo o per un altro, si trova tra gli stand e i piatti dell'edizione numero quattordici del Girotonno

"I pesci arrivano in grandi banchi dall’Atlantico per depositare le uova in un ambiente più caldo. Il muoversi in gruppo rende dunque le loro rotte facilmente prevedibili. I tonni, che si trovano in alto mare, vengono perciò costretti a entrare nella prima 'grande camera'. A questo punto, non essendo in grado di tornare indietro, si perdono nelle camere vicine, disposte in fila e comunicanti fra loro per mezzo di porte costituite da un sistema di reti fisse. Quando il capo della tonnara ritiene che il numero di tonni presente sia sufficiente, se le condizioni meteorologiche sono favorevoli, dalla sua piccola barca, la 'musciara', fornisce le istruzioni necessarie perché i tonni vengano indotti ad entrare nella 'camera della morte', dove restano inevitabilmente intrappolati". Così si legge nella missiva della Lav, che precisa che si tratta di parole contenute, in modo identico, proprio nel sito internet ufficiale dell'evento carlofortino.

"Vengono quindi brutalmente uncinati, arpionati e lasciati morire asfissiati e agonizzanti in un mare di sangue, il loro. Sangue e sofferenza che non compaiono mai nelle immagini festose e spensierate del Girotonno per non turbare la sensibilità delle persone e non far vedere loro che il tonno non si taglia con un grissino. Sabato 4 giugno per tutta la giornata", i volontari Lav, assieme al Gruppo Antispecismo di Cagliari, e ad altri gruppi di animalisti, "hanno organizzato un presidio a Carloforte per sensibilizzare turisti e visitatori sulla triste realtà di sangue e sofferenza che si nasconde dietro quella che celebrano come 'festa', proponendo spunti di riflessione per una consapevolezza più etica e rispettosa della vita e delle libertà delle diverse forme di vita presenti nel nostro pianeta. La Lav, supportata anche da numerose evidenze scientifiche, promuove l’alimentazione vegana quale necessità e scelta di vita etica ed eco-sostenibile".

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