Cronaca

Equitalia, addio prima di agosto? Il Governo mette in campo 4 ipotesi

Prima dell'estate la politica deve pronunciarsi sulla riforma della riscossione esattoriale. Vari nodi da sciogliere, dal riposizionamento di 8500 lavoratori alla gestione delle cartelle.



ROMA - Prima dell'estate il governo dovrà pronunciarsi sulla riforma della riscossione esattoriale, e con essa su Equitalia, che dovrebbe scomparire prima delle vacanze. Al suo posto, però, ricorda il portale 'laleggepertutti.it', ci sarà una soluzione diversa per gestire le cartelle esattoriali e procedere, eventualmente, con i pignoramenti. Al vaglio dell'esecutivo si presentano quattro diverse ipotesi, che saranno studiate assieme ai sindacati dei lavoratori impiegati al momento presso Equitalia. La prima soluzione, attualmente la favorita da governo e parti sociali, prevede la fusione tra l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia. E se come seconda ipotesi si presenta la costituzione di una società pubblica con autonomia economica maggiore e nella terza un'autorità indipendente, l'ultima soluzione prevede una realtà controllata dal ministero dell'Economia.

Quanto alla prima ipotesi, la fusione tra Equitalia e l'Agenzia delle Entrate, questa dovrebbe inglobare un organico di 8500 dipendenti. Una realtà che provocherebbe un problema in termini di legittimità dell'assunzione, visto che Equitalia è un società privata, e il suo personale verrebbe assunto senza prova selettiva o bando, mentre per accedere all'Agenzia delle Entrate, essendo un ente pubblico, bisogna superare un concorso, come sancito dalla Costituzione. E se è vero che il nostro ordinamento non giustifica la situazione di privilegio che potrebbe crearsi, di fronte a questa perplessità i tecnici dell'esecutivo ritengono che attraverso una legge che disciplini la situazione, non ci siano profili di violazione del dettato costituzionale.

ADNKRONOS

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