Cronaca

Arte e polemiche, quel tuffo dal Bastione che fa discutere

Polemiche a Cagliari per un'opera d'arte installata sul Bastione di Santa Croce: raffigura il volo di un uomo che si lancia dal parapetto. Per alcuni è "cattivo gusto" visti i diversi tentativi di suicidio, ma l'autore spiega: "Suggerisce un discorso sulla libertà".



CAGLIARI - Una figura umana protesa in avanti nell'atto di lanciarsi dal Bastione di Santa Croce. Un'opera d'arte pubblica che sta suscitando pareri contrastanti sui social network (soprattuto nel gruppo facebook "Parliamo di Cagliari") e prese di posizione politiche contrarie. A far discutere è sia il luogo scelto sia il gesto: un invito al suicidio per alcuni, perché i bastioni cagliaritani in più occasioni sono stati teatro di tentativi estremi di togliersi la vita. Altri invece ci vedono un invito a tuffarsi nelle bellezze della città. 

A gettarsi a capofitto sulle polemiche è il centrodestra. "Noi con Salvini" propone una raccolta firme: "È una infelice scelta dell'amministrazione cagliaritana. Un diseducativo inno al suicidio che potrebbe portare ed istigare altri disperati a imitare il gesto. Coinvolgeremo i cittadini in una raccolta firme affinchè quell'obrobriosa e macabra statua sia rimossa immediatamente".

Il Comune tuttavia potrebbe avere poco a che fare con questa storia. A dirlo è lo stesso autore dell'opera, Bruno Meloni, che ha dato una spiegazione sul sito Cagliari Art Magazine: "Fine primo di un’opera - riporta il sito-, per me necessariamente pubblica, è muovere un’emozione, una suggestione, smuovere un pensiero ed attivare un pensare. O si è eretici, nella nostra capacità di scelta (libero arbitrio), o si è fondamentalmente privi di senso, o integrati in un “senso comune”, che è pressoché la stessa cosa. Quindi questa opera (è sempre triste spiegare) vorrebbe suggerire un discorso sulla libertà che non solo è l’andare oltre o spezzare le catene ma è l’imparare a utilizzarle, per un folle volo dantesco o socratico, o del vagabondo delle stelle…Contemplando laicamente anche il suicidio".

L'autore prosegue: "Aggiungo che  non ho mai chiesto un’autorizzazione per collocare le mie Sculture a Cagliari, dal momento che si tratta di Public Art, sparse ed abusive a Cagliari ce ne sono diverse, e poi a Cagliari quali sono i reali spazi di dialettica progettuale per gli artisti residenti Non c’è neanche una Accademia Comunale d’arte o uno spazio pubblico per le arti Cagliaritane, l’unica possibilità per dare dignità alla propria ricerca evitando le imposizioni di mercato è la Public Art".

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