Cronaca

Il riscatto nel lavoro, i detenuti di Uta digitalizzano gli archivi della Regione

Coinvolge dieci detenuti del carcere di Uta il progetto "Archivio digitale", finanziato dall'assessorato delle Politiche sociali e portato avanti dall'assessorato degli Enti locali.



CAGLIARI -  Per un anno (da aprile 2016 a marzo 2017) i dieci detenuti lavoreranno alla digitalizzazione di documenti cartacei della Regione e dell'Archivio storico dell'ex carcere di Buoncammino: quattro saranno impiegati nell'Ufficio Tutela del Paesaggio, quattro nella Casa circondariale di Uta con i documenti forniti dall'Assessorato dell'Urbanistica, due negli uffici dell'Archivio di Stato.

"E' importante che questa iniziativa di reinserimento avvenga nella Pubblica Amministrazione – ha sottolineato l'assessore degli Enti Locali, Cristiano Erriu -. Nello stesso tempo viene portata avanti un'azione di recupero della memoria storica e culturale della documentazione della Regione".

"L'obiettivo delle Politiche sociali e di interventi come questo – ha detto l'assessore della Sanità, Luigi Arru – è quello di recuperare le persone che si sono trovate in difficoltà e hanno sbagliato. Lavoriamo per l'inclusione attiva dei detenuti e perché, una volta scontata la pena e rimessi in libertà, non tornino in carcere".
Dall'inizio del progetto, e dopo un periodo di formazione di circa 3 settimane, i detenuti coinvolti hanno lavorato su 24 registri, digitalizzando circa 4000 pagine (per un totale di circa 2130 immagini) ed effettuando circa 34.800 registrazioni sul database creato dall'assessorato.

L'iniziativa, presentata questa mattina dagli assessori Luigi Arru e Cristiano Erriu vede la collaborazione della direzione della Casa circondariale di Uta, del Ctm, dell'Archivio di Stato, del Comune di Cagliari, della casa editrice Arkadia, della Cooperativa Sociale Cellarius.

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