Cronaca

Mare pulito? Ecco l'altra faccia della medaglia. "Scarichi abusivi, in acqua scarti di macellazione"

L'inquinamento dei mari sardi Ŕ un fenomeno circoscritto ma in alcuni casi la situazione diventa un'emergenza. Lo afferma Abbanoa: "Nei depuratori finiscono sostanze difficili da smaltire, oli e scarti di macellazione".



CAGLIARI - Legambiente premia il mare sardo per la qualità delle acque e la pulizia ma non dapperttutto è la situazione è la stessa. A certificarlo è Abbanoa, l'ente idrico fotografa un'altra situazione.

"Per quanto riguarda l’unica spiaggia risultata inquinata, Olbia-Pittulongu - si legge in una nota -, il problema è purtroppo relativo agli scarichi abusivi, come più volte denunciato dal Comune stesso: la rete fognaria di Abbanoa scarica infatti direttamente nel depuratore del Cines e non a mare. Emblematico il caso di una nota struttura ricettiva non in regola: scaricava infatti in fogna senza avere le autorizzazioni. In questo come in altri casi si è ancora in attesa dell’intervento delle Autorità competenti.  Gli altri 5 punti critici riguardano foci di fiumi o canali interessati anch’essi da immissioni di acque nere (reflui) nelle acque bianche (Alghero- San Giovanni) e zone prive di reti fognarie e già interessate da appalti per realizzarle (Tresnuraghes Sorso) o Comuni non gestiti (Fluminimaggiore). Per quanto riguarda il Rio Mannu, a Porto Torres, come noto le criticità sono dettate soprattutto dalla presenza di attività agricole di allevamento che contribuiscono al peggioramento qualitativo del corpo idrico.

SCARICHI ABUSIVI: NEI DEPURATORI SCARTI DI MACELLAZIONE. Dal 2010 Abbanoa ha censito 6.089 attività produttive; eseguito 2.698 ispezioni;  effettuato 443 controlli sulla qualità dei reflui e presentato 745 denunce, 32 delle quali hanno riguardato il semestre appena trascorso. Un’importante criticità è costituita dalla presenza di eccessivi scarichi produttivi che, non rispettando le norme di riferimento, sono causa di disservizi a scapito dell’intera collettività.  

Nel corso del 2015 e nei primi sei messi dell’anno Abbanoa ha dovuto far fronte a una vera emergenza: nei depuratori sono finiti addirittura scarti di macellazione. Nelle zone a più alta produzione di prodotti caseari (autorizzati all’esercizio e non) i danni maggiori sono stati causati dalle rimanenze liquide oleose del processo di trasformazione del latte. Notevoli sono anche i danni prodotti della lavorazione delle olive. Infine la vinificazione: dal Nord al Sud della Sardegna gli impianti Abbanoa sono stati letteralmente inondati da fiumi di residui della lavorazione delle uve.

Senza contare gli scarichi di oli minerali (oli di macchina) o gli idrocarburi liberamente rilasciati nelle fognature (relativi per esempio ai lavaggi delle cisterne dei condomini) oppure, ancora, i residui di vernici (carrozzerie). Tutti inquinanti che impattano sul normale funzionamento degli impianti di depurazione. Nella “migliore” delle ipotesi creano un sovraccarico degli impianti, nei casi più frequenti  possono essere addirittura inibitori del processo depurativo.

Tra i depuratori per i quali sono stati segnalati alle autorità competenti scarichi non autorizzati tra il 2015 e il 2016 figurano Usini (vinificazione); Oliena (caseificazione e vinificazione); Settimo San Pietro (macellazione carni); Lanusei (molitura); Mamoiada (caseificazione e vinificazione); Thiesi (caseificazione e vinificazione); San Gavino Monreale (macellazione carni); Villanovaforru (caseificazione); Marrubiu (caseificazione); Buddusò (caseificazione); Dorgali (caseificazione e vinificazione); Nulvi (caseificazione e vinificazione); Oschiri (caseificazione); Guspini (vinificazione); Dolianova (Caseificazione, molitura); Muravera – Costa Rey (scarichi di pulizia fosse settiche); Serdiana (vinificazione).

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