Cronaca

Il ministro dell'Ambiente su Sarroch: "Acque di falda inquinate da attività Sarlux. Bonifiche avviate"

"La contaminazione delle acque di falda risulta riconducibile alle attività della Sarlux (ex Saras) e l’azienda ha provveduto ad attivare le necessarie misure di messa in sicurezza". Sono le dichiarazioni del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti in risposta all'interrogazione sull'inquinamento ambientale a Sarroch presentata dal senatore Cinque Stelle, Roberto Cotti. La replica della Saras.



CAGLIARI - A distanza di tre anni il ministro dell'Ambiente risponde all'interrogazione del senatore cinquestelle Roberto Cotti sui presunti rischi per la salute delle popolazioni, per l’ambiente e le attività agricole che gravitano intorno al polo industriale di Sarroch. Il ministro dell'Ambiente ha ammesso l'inquinamento della falda: "Si è provveduto ad effettuare l’analisi dello stato qualitativo della falda. La contaminazione della matrice suolo/sottosuolo insaturo e acque di falda risulta effettivamente riconducibile alle attività della Sarlux (ex Saras) e l’azienda ha provveduto ad attivare le necessarie misure di messa in sicurezza della falda".

L'interrogazione del senatore Cotti, del maggio 2013, era scaturita a seguito di notizie stampa che riferivano di una causa civile avviata per i danni subiti da un'azienda agricola. "La situazione ha dell'incredibile - dice Cotti - soprattutto quando con la risposta del ministro Galletti si viene a scoprire che l’analisi di rischio dei suoli è stata approvata nella Conferenza di servizio decisoria tenutasi il 30 dicembre 2015, mentre il progetto di messa in sicurezza operativa della falda è ancor più antecedente, datato 2 luglio 2015. Ebbene, da allora, a fronte di una così grave situazione, il vertice istituzionale della tutela dell'ambiente ammette candidamente che il relativo decreto di approvazione finale è ancora in fase di perfezionamento".

"Poi - aggiunge Cotti - veniamo anche a scoprire che relativamente alla raffineria Saras sono in corso la bellezza di 8 procedimenti per l’aggiornamento dell'Autorizzazione Integrale Ambientale (Aia) al fine di garantire il rispetto dei documenti comunitari di riferimento, un rispetto che evidentemente, allo stato attuale, non è documentabile".

LA REPLICA. "Da oltre dieci anni il Gruppo Saras è impegnato in un'importante opera di bonifica del suolo, del sottosuolo e della falda di Sarroch, mentre il sito industriale è ancora in piena attività". Così, attraverso una nota ufficiale, la Saras replica alle dichiarazioni di Cotti. 

"Le operazioni per eliminare le tracce di contaminazione dalla falda - si legge - sono condotte d'intesa con il ministero dell'Ambiente e le autorità locali, e contano sulle migliori procedure, tecnologie e materiali. In particolare, dal 2007 è in funzione un sistema che ripulisce le acque di falda e nel 2013 l'azienda ha proposto al dicastero di ampliare tale sistema per aumentare l'efficacia della bonifica. Lo scorso maggio i lavori sono stati autorizzati con un decreto ministeriale e a brevissimo sarà avviato il cantiere". Per quanto riguarda il suolo, Sarlux ha predisposto un piano di bonifica e messa in sicurezza e lo ha presentato alle autorità competenti. 

Sugli 8 procedimenti di revisione dell'Autorizzazione di impatto ambientale Saras afferma che costituiscono "la prova che gli impianti Sarlux sono in costante evoluzione e ricerca delle migliori tecnologie disponibili sul mercato per rendere il sito industriale sempre più compatibile con l'ambiente. Sarlux punta sull'efficienza energetica - con conseguente abbattimento delle emissioni di Co2 - e ha avviato una politica ancora più drastica di riciclo dell'acqua da usare nella produzione. Quella di Sarroch è stata la prima raffineria d'Italia ad ottenere l'Autorizzazione integrata ambientale (2008). Le emissioni vengono ridotte di anno in anno, e in riferimento all'anidride solforosa (So2), il taglio è stato del 45 per cento".

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