Cronaca

Acqua, consumi da record nell'estate della Sardegna. Potabilizzatori allo stremo con l'incubo siccità

Fino al 300 per cento in più nella Gallura, ma ad agosto rubinetti aperti molto di più in tutta l'Isola. Gli impianti spinti al massimo. "Siccità e alte temperature non aiutano".



CAGLIARI - In inverno rubinetti chiusi, ad agosto consumi da grandi città. Il boom di presenze nelle località turistiche passa anche per il sovraccarico degli impianti di Abbanoa: potabilizzatori spinti al massimo per far fronte a una richiesta di acqua cresciuta esponenzialmente in un periodo ridotto e reti di distribuzione spesso inadeguate a supportare il carico della distribuzione estiva. In passato, al rilascio delle licenze edilizie (ma ci sono anche zone sorte abusivamente e poi sanate) non seguiva l’adeguamento delle infrastrutture: a tubicini in plastica sufficienti per una decina di case sono state via via collegate intere lottizzazioni. E così località con impianti appena sufficienti per qualche migliaia di persone si trovano tuttora a dover fare i conti con una popolazione decuplicata, che si concentra nello stesso periodo di tempo.

AUMENTI BOOM - A Chia i consumi sono passati da 4 a 30 litri al secondo e Costa Rei da 5 a 30. Entrambe le località turistiche in passato erano soggette a forti restrizioni con interi villaggi spesso senz’acqua. Una accurata pianificazione degli interventi e la sostituzione delle vecchie reti comunali hanno consentito di dire addio alle restrizioni e di far fronte all’aumento dei consumi. Stesso discorso per Cala Gonone, passata da 6,9 litri al secondo in inverno ai 29,4 di questi giorni, come pure a Stintino da 16 a 61,1. A Villasimius dai 14 litri invernali ora arrivano 92 litri. A Porto Alabe e Santa Maria del Mare da consumi pressoché pari a zero ora servono 6 litri al secondo mentre nella costa verde (Marina di Abus, Torre dei Corsari e Pistis) da appena di 2 litri al secondo si è passati a 12. Record in Gallura. Segnano quasi un più trecento per cento i consumi di tutta la zona costiera della Gallura (Costa Smeralda, Porto Rotondo, Palau, La Maddalena e Santa Teresa) con una media di 650 litri al secondo rispetto ai 220 del periodo invernale. Gli interventi di efficientamento realizzati da Abbanoa al potabilizzatore dell’Agnata hanno consentito di evitare restrizioni nonostante l’aumento considerevole dei consumi. Notevole impegno anche nei centri abitati tutto l’anno ma che hanno registrato un’impennata di consumi nel periodo estivo: Siniscola da 106,7 a 143,2, Tortolì da 38 a 66, Castelsardo da 22 a 48, Olbia da 190 a 270 e Alghero da 369 a 468,5. Consumi raddoppiati a Posada (da 15 a oltre 30 litri al secondo), con la borgata marina di San Giovanni che da sola passa da 1 a 7 litri al secondo.

POTABILIZZATORI SPINTI AL MASSIMO - Ed è proprio tra l’alta Baronia e la bassa Gallura che lo sforzo è stato maggiore a causa di un deficit impressionante delle infrastrutture del servizio idrico integrato (Abbanoa ha di recente appaltato il nuovo acquedotto con un investimento di 22 milioni di euro) sommato alla drastica riduzione della portata fornita dalla sorgente di di Siniscola che alimenta i centri vicini. Per integrare la disponibilità d’acqua e far fronte all’aumento esponenziale dei consumi, Abbanoa ha dovuto spingere al massimo tutti i potabilizzatori stagionali: spesso spenti durante l’inverno e in sovraccarico in estate. L'amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti: "Specialmente in agosto, l'aumento delle presenze ha un forte impatto sui consumi idrici e sul funzionamento delle reti e degli impianti, depurazione e scarichi fognari primi fra tutti, soprattutto nelle zone costiere dove uno sviluppo non programmato ha prodotto strutture del servizio idrico dimensionate per poche migliaia di abitanti che ne devono servire dieci volte tanto. Per questo siamo impegnati a pieno ritmo con tutto il personale dislocato nei territori, mobilitando tutte le risorse disponibili per garantire un servizio adeguato", dice il numero uno di Abbanoa. "Uno sforzo che viene intensificato a causa anche della siccità e delle alte temperature, che incidono sulla qualità delle acque in arrivo ai potabilizzatori, in alcuni casi non proprio ottimali o con presenza di alghe. Acqua poca e di pessima qualità negli invasi, che necessita quindi di trattamenti più spinti e controlli più frequenti.

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