Cronaca

Terremoto in centro Italia: 290 morti, migliaia di sfollati. Il Papa: "Presto da voi"

La conta delle croci sembra essersi fermata. Continuano gli scavi tra le macerie, incognita sui tempi per la ricostruzione. Solidarietà, raccolti già 10 milioni di euro.



L'ultimo bilancio delle vittime del terremoto in centro Italia è di 290. A comunicarlo è la Protezione civile, in una nota nella quale spiega che "la prefettura di Rieti ha rettificato il numero precedentemente fornito e ha fissato il bilancio ufficiale delle vittime nel reatino a 240, di cui 229 ad Amatrice e 11 ad Accumoli. Resta invece di 50 vittime il bilancio nelle Marche". "Non abbiamo mai dato numeri" dei dispersi "per la difficoltà a dimensionare il fenomeno", spiega il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, aggiungendo: "Prendiamo atto che ci sono persone, tipo il sindaco di Amatrice, che ha contezza di alcuni soggetti che non tornano all'appello e dunque si dà seguito" a queste indicazioni.

"Sono 2688 le persone assistite a seguito del violento terremoto, ospitate nei 58 campi e strutture allestite allo scopo". Comunica ancora la Protezione civile, spiegando che "16 sono le aree e le strutture allestite nel Lazio e altrettante quelle messe a disposizione nelle Marche, che danno alloggio rispettivamente a 995 e 938 persone. In 755 trovano infine alloggio nelle 26 tra aree e strutture predisposte in Umbria". "La disponibilità complessiva è di oltre 4600 posti già attrezzati, a cui si aggiunge la possibilità di allestire ulteriori moduli secondo necessità. Sono già in allestimento 5 campi nella Regione Abruzzo con una capienza complessiva di oltre 350 persone". Sono stati raccolti più di nove milioni di euro con gli sms solidali inviati al numero 45500. A comunicare le cifre della grande solidarietà per i terremotati, la Protezione civile.

Papa Francesco desidera con tutto il cuore andare tra i terremotati a portare il suo conforto e quello di tutta la Chiesa. "Cari fratelli e sorelle, desidero rinnovare la mia vicinanza spirituale agli abitanti del Lazio, delle Marche e dell’Umbria, duramente colpiti dal terremoto di questi giorni. Appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede , l'abbarccio di padre e fratello, e il sostegno della speranza cristiana". Il massimo rappresentante della chiesa cattolica pensa in particolare "alla gente di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, Norcia. Ancora una volta dico a quelle care popolazioni che la Chiesa condivide la loro sofferenza e le loro preoccupazioni, prega per i defunti e per i superstiti".

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