Cronaca

Scorte di acqua al limite, la grande sete del nord Sardegna. Aziende agricole in affanno

La siccità non concede tregua, il Bidighinzu sempre più all'osso. Sos-beffa dai coltivatori di carciofi della valle dei Giunchi. "Possibile lavare i piatti ma non irrigare i campi". Oro blu con il contagocce anche a Tortolì.



SASSARI - Le aziende agricole del comprensorio irriguo della valle dei Giunchi rischiano di vedere compromesse le proprie produzioni a causa della siccità e dell’aumento dei prelievi attuati sul bacino del Bidighinzu. Il problema dipende da due cause principali. Il primo nasce dallo stato di siccità che sta caratterizzando l’annata in corso. Il secondo riguarda l’aumento dei prelievi d’acqua attuati all’interno del bacino le cui scorte iniziano a impoverirsi. A lanciare l'allarme è l’assessore all’Agricoltura del comune di Ittiri, Giovanni Mario Cossu. E la voce la alza anche la Coldiretti.

"Bisogna tutelare tutte le aziende agricole e la famiglie che hanno investito sulla coltura del carciofo garantendo loro la possibilità di irrigare fino alla fine della stagione irrigua". Così il direttore della Coldiretti Sassari e Gallura, Ermanno Mazzetti, interviene sulla possibilità che, fin dalle prossime settimane, gli agricoltori del comprensorio irriguo della valle dei Giunchi possano ritrovarsi senza l’acqua necessaria per l’irrigazione dei campi. Senza un intervento queste concause potrebbe avere come risultato quello di compromettere la produzione del carciofo mandando in fumo gli investimenti fatti da una cinquantina di operatori e i loro guadagni futuri. "A causa della siccità persistente", dichiara il presidente della Coldiretti Sassari, Battista Cualbu, "le aziende agricole del comprensorio irriguo della valle dei Giunchi sono state costrette a rispettare un rigido calendario di turnazioni nell’irrigazione dei campi, basato su turni di 4 giorni e per sole 10 ore al giorno. Dopo tutti questi sforzi e questi disagi, è impensabile che gli stessi imprenditori non vengano messi nella condizione di portare a termine il ciclo di produzione del carciofo. Siamo arrivati al paradosso che nelle prossime settimane", afferma Cualbu, "i cittadini avranno a disposizione l’acqua per lavare i piatti mentre gli agricoltori non avranno la possibilità di irrigare i campi".

TORTOLÌ: "ACQUA RAZIONATA" - A causa della siccità che sta colpendo duramente la Sardegna e diversi comuni dell'Ogliastra, in emergenza da quest'estate, costretti all'utilizzo dell'acqua solo poche ore al giorno, il Sindaco ha emesso un'ordinanza con l'invito rivolto ai cittadini di utilizzare questo bene prezioso in maniera parsimoniosa. Nonostante la cittadina non abbia, fortunatamente, problemi di risorse idriche, tuttavia vista la stagione particolarmente siccitosa è bene mettere in atto buone pratiche ed evitare inutili sprechi. Nell'ordinanza, valida fino al prossimo 15 ottobre nell’intero territorio di Tortolì – Arbatax, l’acqua immessa nella condotta idrica comunale deve essere destinata esclusivamente al consumo umano e ne è vietato l’utilizzo per usi diversi da quello potabile e domestico. 

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