Cronaca

Sabbia come souvenir, multe da infarto ai turisti ladri. Record di casi in Sardegna

Rena, ma non solo: anche ciottoli, conchiglie e pezzi di ginepro. Sono tra i bottini ritrovati nelle valigie dei vacanzieri che lasciano l'Isola. Da Is Arutas a Chia, Alghero a Piscinas, razzie senza limiti.



Sabbia, ciottoli, conchiglie, pezzi di ginepro e preziose nacchere. Sono i bottini più gettonati dai turisti che lasciano la Sardegna al rientro dalle ferie. E tra i bottini nascosti nei bauli delle auto in partenza dall’Isola un furto ai danni della natura sarda scoperto grazie alla tempestiva segnalazione del personale del servizio di security dell’Autorità Portuale di Golfo Aranci, che ha sorpreso un turista milanese con un prezioso e raro esemplare di “nacchera”, il mollusco bivalve Pinna Nobilis, specie appartenente alla fauna selvatica, sottoposta a particolare tutela dalla Comunità europea. Con l’intensificarsi dei controlli agli imbarchi deciso dalla Guardia Costiera dopo gli attentati terroristici in Francia, il personale dei porti controlla il 50 per cento delle auto in imbarco, e le scoperte sono sempre più numerose, e curiose. Sono ormai quotidiani gli interventi del personale della Security di porti ed aeroporti sardi che scoprono i turisti che ripartono dalla Sardegna con “souvenir” naturalistici di varia natura. Bottiglie piene di sabbia bianchissima da Is Arutas nell'Oristanese, da Pula, Santa Margherita, Chia e Villasimius nel Cagliaritano, da Olbia, da Alghero, Cala Gonone, dall’Ogliastra, ginepro rosso e coccolone di Piscinas d’Ingurtosu ad Arbus e collezioni di rare alghe, conchiglie, vengono sequestrate ai check in ai turisti che vogliono portarsi via un pezzo di Sardegna al rientro dalle loro ferie. 

Le multe sono salate e per una bottiglietta di sabbia si rischia una sanzione pecuniaria fino a 3mila euro, com’è capitato il 16 agosto scorso a Cagliari ad un 49enne turista svedese scoperto con un notevole quantitativo di sabbia nel trolley. Prima le risate, l’imbarazzo di fronte agli agenti del Corpo Forestale della Regione Sardegna e poi la disperazione per la multa salata. Alcuni giorni fa l’ennesimo furto dei preziosi chicchi di sabbia della spiaggia del riso a Is Arutas: la forestale ha sorpreso due turisti O.F., della provincia di Genova, e P. D., di Civitavecchia (Roma), che avevano riempito quattro bottigliette di plastica con alcuni chilogrammi di sabbia. La multa è stata di 400 euro e la sabbia riposta sull’arenile.

La denuncia sui ‘furti’ naturalistici fu fatta l’anno scorso da un gruppo di dipendenti della security dell’aeroporto di Cagliari che ha aperto la pagina facebook "Sardegna rubata e depredata", e che a fine agosto 2016 ha stilato la classifica della sabbia più gettonata sequestrata al varco dell’aeroporto di Cagliari e vince la classifica la sabbia di Is Arutas. “Medaglia d'oro anche questa settimana trascorsa per la regina delle sabbie, la più rubata, e quindi la più sequestrata agli imbarchi”, comunicano sulla pagina del social. I motivi di questo triste primato “sono diversi, è indubbiamente la più bella, a Is Arutas, Mari Ermi e Maimoni non c'è alcun tipo di controllo, i rari cartelli con gli avvisi sono poco visibili, sbiaditi e quasi illeggibili”. Poi, continua “il Comune di Cabras sembrerebbe poco interessato a tutelare i tesori naturali del territorio che amministra. Se si chiama la polizia Municipale per chiedere un intervento non arriva nessuno o arriva con tempistiche inadeguate. Molti fruitori di queste spiagge si lamentano e fanno la voce grossa sul web contro i furti di sabbia, ma quando ne sono testimoni si girano dall'altra parte per non rovinarsi la giornata di mare. Questa classifica è frutto esclusivamente delle centinaia di messaggi che riceviamo ogni settimana", si legge sul post, "da parte di cittadini che ci chiedono di intervenire e di fare qualcosa. Noi ovviamente possiamo solo dare consigli, supporto, e dare voce a tutte le lamentele”.

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