Cronaca

Alimentazione sbagliata e cure snobbate. 300mila sardi con il colesterolo alto

La diffusione della malattia in Sardegna raggiunge livelli molto alti. Sei su dieci non seguono i consigli del medico. In aumento i casi tra i giovani, che scontano l'effetto "familiaritÓ".



CAGLIARI - In Sardegna si stima (sulla base dei dati Istat) che siano oltre 300mila i cittadini con livelli di colesterolo elevato: tra questi il numero di soggetti affetti da ipercolesterolemia su base genetica è oltre 8mila a cui si aggiungono oltre 30mila interessati anche dalla forma poligenica comune, che comprende la componente familiare ma anche quella legata allo stile di vita. Insomma, il colesterolo alto entra prepotentemente a far parte delle patologie principali che colpiscono i sardi. Meno del 40 per cento di loro, inoltre, segue regolarmente le cure prescritte. Con un profilo di rischio basso è sufficiente tenere il colesterolo sotto i livelli di 115, chi è ad elevato rischio sotto i 100, chi è ad altissimo rischio cardiovascolare dovrebbe tenere il colesterolo sotto 70. Oltre al colesterolo, bisogna considerare altri fattori di rischio individuali, cioè l’ipertensione, il fumo e lo stile di vita, in termini di attività fisica ed alimentazione. Sotto questo profilo sono disponibili dall’inizio del mese di settembre 2016 le nuove Linee guida europee sul colesterolo della società europea per lo studio dell’arteriosclerosi, elaborate dall’Università di Milano.

E, nel capoluogo sardo, arrivano sei giorni dedicati, con consulti grauiti da parte dei medici. Da lunedì 19 a sabato 24 settembre prossimi si svolge anche in Sardegna, presso l’associazione ME.DI.CO. Onlus di Cagliari, la terza settimana nazionale del colesterolo, promossa dalla Società ttaliana per lo studio dell’ateriosclerosi. L’iniziativa prevede la possibilità per i cittadini sardi di contattare o recarsi direttamente nel Centro specializzato Sisa che ha aderito alla campagna di informazione, nei giorni e negli orari prestabiliti per ricevere consigli relativi alle problematiche legate ai livelli di colesterolo elevati. “Ed in particolare alla necessità, in presenza di colesterolo alto in famiglia”, precisa il professor Alberico Catapano, presidente della Società europea per lo studio dell’arteriosclerosi ed ordinario all’Università di Milano, “di controllarne i livelli sin da giovani, prima dei 18 anni, e ripeterli almeno ogni 5 anni. Il colesterolo alto è un male silente che non dà sintomi ma che non va trascurato. Con il passare degli anni può comportare la formazione di placche che ostruiscono le arterie e aumentano, insieme ad altri fattori, il rischio di infarto, soprattutto giovanile”.

“La prevenzione cardiovascolare a livello di popolazione, detta primaria, è sicuramente l'arma più efficace per prevenire l'arteriosclerosi ed abbattere le future malattie cardiovascolari nelle quali la colesterolemia gioca un ruolo fondamentale di concerto con altri fattori", precisa il professor Sandro Muntoni, responsabile del centro per le malattie dismetaboliche e l’arteriosclerosi della onlus cagliaritana. "Un corretto stile di vita - nutrizione, attività motoria, controllo del peso corporeo, cessazione del fumo di sigaretta assieme - quando necessaria, ad una terapia farmacologica ipolipidemizzante sono armi importanti contro tali patologie".

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