Cronaca

La Brigata Sassari verso il ritorno dal Libano. Visita (e plauso) di Gentiloni ai sassarini

Il ministro degli Esteri visita il contingente sardo impegnato nel Vicino Oriente. "Crediamo nel futuro di questo Paese,anche per la presenza nel Sud dei nostri militari, impegnati con le Nazioni Unite".



BEIRUT (LIBANO) - "Crediamo nel futuro di questo Paese che conosciamo molto bene, anche per la presenza nel Sud dei nostri militari impegnati con la missione delle Nazioni Unite Unifil”. A dirlo è il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel corso della sua visita in Libano dove ha incontrato il premier Tammam Salam, il presidente del Parlamento Nabih Berri e il capo della diplomazia libanese Gebral Bassil.  Il titolare della Farnesina ha incontrato anche il comandante del contingente italiano in Libano, generale di brigata Arturo Nitti, al quale ha manifestato l’apprezzamento del Governo e suo personale per l’impegno dei militari italiani nell’ambito della Forza di interposizione schierata al confine con Israele, testimonianza concreta del sostegno italiano alle Nazioni Unite, in uno scenario cruciale per gli equilibri del Medio Oriente.

Il generale Nitti è stato ricevuto per una visita di commiato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa libanese, generale Jean Kahwaji. A pochi giorni dal termine del mandato semestrale della Brigata “Sassari” alla guida dell’operazione “Leonte”, Kahwaji si è detto particolarmente soddisfatto per la qualità dell’operato dei “caschi blu” italiani nel garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell'11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Un vivissimo apprezzamento è stato espresso dal generale Kahwaji nei confronti del contingente italiano per la fattiva collaborazione evidenziata nell’addestramento e nella formazione del forze armate libanesi nell’ottica di una loro sempre maggiore ed autonoma capacità d’intervento. In tale ottica, Kahwaji si è detto particolarmente entusiasta dei risultati conseguiti al termine dell’ultima esercitazione congiunta, di tipo dinamico a fuoco, la prima di questo genere ad essere stata concepita, organizzata e condotta da parte di un contingente di Unifil con le forze armate libanesi. Nel fare riferimento ai tratti distintivi della missione, il generale Nitti ha sottolineato come “il supporto fermo e risoluto garantito dai militari delle Lebanese Armed Forces abbia permesso di trovare, in ogni circostanza, le soluzioni più idonee a preservare la stabilità e a garantire che in quest’area si continui a vivere uno dei più lunghi periodi di calma mai registrati in precedenza”.

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