Cronaca

Cagliari ospita la 30^ Marcia per la Pace dedicata alla crisi in Siria

No all'indifferenza di fronte alla violenza e alle guerre. È questa lo spirito che anima la 30^ Marcia della Pace “La non violenza: stile di una politica per la pace” in programma quest'anno a Cagliari il giovedì 29 dicembre.



CAGLIARI - Una richiesta di pace per la Siria e per tutti i territori della Terra dilaniati dai conflitti, sofferenti per la mancanza di cibo, per l'inquinamento e per la mancanza di lavoro, si alzerà alto e forte da centinaia di donne, uomini, bambini e anziani provenienti da tutta la Sardegna. Per tutti, raduno alle 3 del pomeriggio nel Sagrato della Basica di Bonaria.

La manifestazione si è presentata ufficialmente questa mattina nel Palazzo Civico di Via Roma. A fare gli onori di casa Guido Portoghese. “È un'importante iniziativa a livello regionale che per la prima volta in assoluto viene ospitata nel Capoluogo”, ha sottolineato il presidente del Consiglio comunale di Cagliari ricordando le numerose iniziative, anche recenti, promosse dall'Amministrazione comunale contro tutti i tipi di violenza e le discriminazioni. “Cagliari – ha concluso - rappresenta la “porta della Sardegna” e come tale diffondere i valori che animano la Marcia”.

Per Ferdinando Secchi, assessore alle Politiche sociali e Salute, “la Marcia della Pace deve essere un richiamo esplicito al ripudio della guerra e vuole dichiarare in modo inequivocabile, che anche le responsabilità politiche su scelte scellerate come quelle per la spese agli armamenti che drenano risorse a settori vitali come “welfare”, politiche sociali, cultura e ricerca , non sono più accettabili”. La manifestazione del 29 dicembre deve servire quindi a “ribadire che c'è chi è ancora alla ricerca di speranza di un futuro migliore”.

Il programma, presentato nei dettagli da don Angelo Pittau (presidente del Comitato promotore della Marcia della Pace e direttore della Caritas diocesana di Ales-Terralba), prevede la partenza alle 15 dal Sagrato della Basica di Bonaria. Il corteo proseguirà poi nel viale Diaz, via Roma e viale Triste. La Marcia si concluderà quindi nel piazzale Trento.

Sempre nella giornata di giovedì 29 dicembre, la mattina, ha ricordato don Marco Lai (direttore della Caritas diocesana di Cagliari e delegato regionale Caritas Sardegna), si terrà il seminario “Giovani artigiani pace”. Con il coordinamento di Caritas di Cagliari, Università, AIFOS, ARCI, Fondazione Sant'Ignazio da Laconi, La Rosa Roja, Legambiente, Progetto Policoro e Ufficio Migrantes, i ragazzi potranno intraprendere un percorso formativo improntato ai valori della Marcia: dalle 9,30 nella Fiera di Cagliari.

Monsignor Arrigo Miglio: “La Marcia della Pace allarga gli orizzonti, perché parlare di pace oggi vuole dire anche andare ben oltre il Mediterraneo, vuole dire tenere un “radar” molto ampio e aperto. Di problemi locali ne abbiamo e il rischio è di vedere solo i nostri problemi e di non renderci conto del tipo di mondo in cui ci troviamo”. Ma non solo. “L'allegamento di orizzonti”, ha concluso l'arcivescovo di Cagliari e presidente della conferenza Episcopale Sarda facendo anche riferimento agli ultimi sbarchi di migranti in Sardegna molti dei quali provenienti dai territori in cui si combatte quotidianamente, “aiuta anche a capire le ricadute che un evento come la Marcia della Pace può avere anche a livello locale”.

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