Cronaca

Carceri, in Sardegna un anno con troppe ombre

“Il 2016 sarà ricordato negli Istituti della Sardegna per le troppe ombre. Insufficienti i direttori che sono 7 per 10 Istituti, assenti i vice direttori, inadeguati gli agenti della Polizia Penitenziaria, con carenze che richiedono interventi immediati". Poi "amministrativi in numero irrisorio rispetto alle necessità delle diverse realtà nonché educatori impossibilitati a svolgere il loro difficile compito per le carenze e le condizioni in cui operano, specialmente nei nuovi più grandi e complessi istituti”.



Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, con riferimento alla situazione nelle strutture penitenziarie isolane dove “le pecche limitano l’applicazione della legge sull’ordinamento penitenziario e il pieno rispetto del dettato costituzionale, determinando talvolta condizioni che favoriscono gravi o addirittura estremi atti di autolesionismo”.

“Molte speranze per far fronte alle oggettive carenze erano state riposte – sottolinea – nell’autorevole presenza nell’isola del nuovo Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria, dirigente generale del Ministero della Giustizia. Alla prova dei fatti però sembra che non possa annoverarsi finora tra quelli con il maggiore indice di attenzione verso le problematiche del personale e delle strutture. E’ infatti apparso a molti più preoccupato di applicare pedissequamente delle norme anziché verificare e provvedere alla soluzione razionale di problemi in una regione-discarica dove si moltiplicano i ristretti con alto indice di criminalità provenienti dalla Penisola e dove le Colonie penali all’aperto sono ancora quasi vuote. Basti pensare che i detenuti sardi sono complessivamente un migliaio mentre nelle strutture isolane sono rinchiuse 2.171 persone, oltre un quarto delle quali (535) sono straniere”.

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