Cronaca

Orrore a Capoterra, decine di gatti avvelenati. "Pratica illegale, colpa delle esche dei cacciatori"

I corpi senza vita degli animali ritrovati in diversi punti della città del Cagliaritano. Lav Cagliari sugli scudi: "Episodi di crudeltà inqualificabili, Forze dell'ordine e sindaco devono intervenire".



CAPOTERRA (CA) - Non è un caso se ancora una volta a Capoterra sono stati rinvenuti animali avvelenati. "Questa pratica vile e cruenta, oltre che illegale, ha infatti le sue radici nel mondo venatorio che a Capoterra è particolarmente radicato. I cacciatori, ma soprattutto i bracconieri, hanno l’abitudine di sistemare esche avvelenate in prossimità delle trappole per gli uccelli (i cosiddetti lazus) al fine di tenere lontani gli altri animali che potrebbero mangiare gli uccelli così catturati. Non mancano quindi le persone che hanno dimestichezza con questi strumenti letali".

Le esche al veleno causano ogni anno la morte di migliaia di animali selvatici e domestici rappresentando un serio pericolo anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, e per l’ambiente. "Il loro scopo è l’eliminazione degli animali ritenuti nocivi, troppo numerosi, concorrenziali o soltanto fastidiosi per la caccia o per l’agricoltura. Nei centri urbani, gli avvelenamenti sono legati anche a dissidi condominiali, intolleranza nei confronti degli animali, intimidazioni criminose o metodi “fai da te” per contenere il numero dei randagi sul territorio. A prescindere dalle ragioni che hanno scatenato la furia omicida del vigliacco che ha ucciso i gatti nel Vico Dante a Capoterra è necessario che vengano intensificati i controlli sul territorio, sia nelle aree urbane che in quelle rurali, dove queste persone agiscono indisturbate".

La Lav Cagliari esprime un profondo sdegno per questo inqualificabile episodio di crudeltà: "Chiediamo alle forze dell’ordine di indagare a fondo per risalire al/ai responsabili di questo vile reato affinchè venga punito come previsto dal codice penale. Invitiamo i residenti della zona che hanno animali - prosegue la Lav - a fare attenzione e a collaborare con le autorità o le associazioni nel caso qualcuno fosse al corrente di informazioni in merito all’utilizzo improprio di sostanze velenose”. Esiste una chiara normativa sull'argomento: è vietato diffondere veleni e maltrattare e uccidere animali. In più, le sostanze velenose costituiscono una fonte di inquinamento ambientale, avvelenando catena alimentare, suolo e falde. Da luglio è in vigore la nuova ordinanza ministeriale che fornisce qualche strumento in più per denunciare chi attenta alla vita di animali e persone. Ci aspettiamo anche che il sindaco si assuma la responsabilità che gli competono e contribuisca per quanto di sua competenza a salvaguardare anche i suoi cittadini non umani e contribuisca così a rendere Capoterra un paese più civile”.

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