Cronaca

Università di Oristano, dalla Provincia curiosa rettifica: "La diffida? Una provocazione, l'ateneo non chiuderà"

Dopo il grido di denuncia del numero uno dell'Università della città di Eleonora, Gian Valerio Sanna, arriva la replica di Massimo Torrente, commissario straordinario della Provincia: "Obblighi di natura contabile, nessuna chiusura all'orizzonte".



ORISTANO - Massimo Torrente, amministratore straordinario della Provincia, rassicura tutti gli oristanesi e ribadisce che non sarà certo un canone non pagato a decretare la fine del polo universitario oristanese, nato proprio su impulso della Provincia di Oristano. “L’atto di diffida inviato al Consorzio Uno è stato un atto dovuto conseguente a obblighi di natura contabile – dichiara Torrente - ma assume soprattutto un carattere provocatorio dopo i ripetuti atteggiamenti non collaborativi, per più di un anno, tenuti dal presidente del Consorzio, Gian Valerio Sanna, che ha sempre chiuso la porta a eventuali soluzioni, anche unitamente alla Provincia, affinché venisse stipulato un contratto di locazione ad un costo non meramente simbolico. Strumentalizzare la richiesta della Provincia per farla considerare, agli occhi degli studenti e dei cittadini oristanesi, causa di chiusura dell’Università è un messaggio fuorviante – continua l’amministratore straordinario - che non corrisponde agli interessi della stessa Provincia, che ha sempre considerato l’Università di Oristano un presidio culturale strategico per il proprio territorio”.

La replica arriva dopo la denuncia mossa, nei giorni scorsi, da Gian Valerio Sanna, presidente di Uno. "Dispiace assai che la Provincia di Oristano -socio fondatore del Consorzio Uno - la quale aveva voluto suggellare il proprio impegno, e quello di tutto il territorio oristanese, per la nascita della sede universitaria, mettendo a disposizione uno dei propri immobili all’atto della nascita del Consorzio, oggi cambi radicalmente la propria volontà e, contrabbandando per obbligo alla valorizzazione del proprio patrimonio a valori di mercato, quello che in realtà obbligo non è, abdichi al proprio ruolo di promotore degli interessi generali della comunità amministrata e persegua esclusivamente il proprio interesse economico". Queste le parole di Sanna. Che ricevono la replica di Torrente, in una situazione che, tuttavia, appare ancora non chiarissima.

E arriva anche la presa di posizione di Antonio Iatalese (Forza Italia provincia giovani). "Scelte inconcepibili, a rimetterci sono gli studenti. La Provincia non può comportarsi come una società per azioni e cercare di fare utili dai suoi immobili. Il suo fine sociale è ben diverso: deve perseguire il pubblico interesse. In questo caso il pubblico interesse coincide con la permanenza dei corsi in città. Inoltre, fa rabbia che, una decisione di questa importanza, sia stata presa da un commissario nominato da Pigliaru e che nessuno sul territorio ha voluto né votato".

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