Cronaca

"Il sistema delle carceri sarde rischia di implodere"

La denuncia dell'associazione Socialismo Diritti e Riforme: "A rischio implosione il sistema penitenziario a causa della carenza di direttori". Appello a consiglieri regionali e parlamentari sardi.



"Le carenze ormai croniche dei direttori rischiano di far implodere il sistema detentivo isolano. Attualmente sono in servizio tre titolari (Patrizia Incollu, Elisa Milanesi e Marco Porcu), e uno in missione (Silvia Pesante che ha confermato la sua presenza nel Penitenziario di Badu 'e Carros, protraendo l'incarico). Ciò significa che ciascuno di loro ha la responsabilità su due o tre Istituti. La situazione è resa ancora più difficile dall'assenza di vice direttori, dal deficit di agenti penitenziari, amministrativi e funzionari pedagogici nonché da una eccessiva burocratizzazione che condiziona l'efficienza dell'organigramma rispetto alla finalità riabilitativa della pena. Non si può andare avanti in questo modo". Lo afferma in una nota Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo Diritti Riforme, ricordando che "la speranza di una positiva soluzione del problema della attribuzione stabile della gestione delle carceri di Tempio-Nuchis, Badu 'e Carros, Mamone, Is Arenas, Lanusei e Isili non ha avuto seguito, nonostante l'impegno assunto in più occasioni dal Ministro Andrea Orlando ".

"Nei primi mesi del 2017 la situazione è addirittura peggiorata – sottolinea – in seguito alle assenze per malattia dei Direttori di Cagliari-Uta Gianfranco Pala e Oristano-Massama Pierluigi Farci, quest'ultimo anche con l'incarico di vice provveditore, che hanno reso ancora più imprescindibile la necessità di vice direttori stabili. Si tratta infatti di due Istituti Penitenziari particolarmente impegnativi il primo perché é una Casa Circondariale con una sezione di Alta Sicurezza con quasi 600 reclusi complessivamente; il secondo perché è una Casa di Reclusione destinata esclusivamente a ristretti in AS con 266 presenze. Analoga la realtà di Sassari-Bancali dove è stata attivata la sezione della massima sicurezza (41bis) con un totale di 430 ristretti e dove è indispensabile una direzione supportata adeguatamente e Tempio-Nuchis (180 As)".

"Il Ministero della Giustizia sembra ignorare che la Sardegna – rileva ancora la presidente di Sdr– vive con sofferenza il crescente carico di detenuti senza poter disporre di un adeguato numero di personale per offrire garanzie ai lavoratori, ai detenuti e ai familiari. C'è da considerare infatti che l'insufficiente numero di dirigenti può comportare una limitazione della possibilità di fruire di un permesso o di qualche giorno di ferie a quelli in servizio. La necessità di spostarsi da un Istituto all'altro determina l'impossibilità di conoscere a fondo le problematiche delle singole realtà, senza considerare che si moltiplica il carico di lavoro della sicurezza".

"E' diventata improcrastinabile una presa di posizione dei consiglieri regionali e dei parlamentari sardi – conclude Caligaris – a cui rivolgiamo un appello affinché si facciano interpreti di un generale malessere che non può essere curato con interventi episodici ma ha necessità di una terapia in grado di garantire i diritti a tutti".

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