Cronaca

Guerriglia a Sassari, Daspo per un 29enne. Il sindaco Sanna scrive al ministro dell'Interno

Il questore del capoluogo turritano vieta l'ingresso allo stadio, per 5 anni, a un ultrÓ del Cagliari arrestato durante gli scontri. Il primo cittadino, intanto, invia una missiva al Governo: "Serve chiarezza".



SASSARI - A seguito degli scontri fra ultras della tifoseria del Cagliari calcio e un nutrito gruppo di sassaresi, che nella giornata di sabato scorso ha avuto come teatro il piazzale antistante la stazione ferroviaria, il questore di Sassari ha emesso un provvedimento di divieto di accedere alle manifestazioni sportive (Daspo) con obbligo di firma per anni tre. Il provvedimento, con durata di cinque anni, riguarda il 29enne di Cagliari, appartenente al gruppo degli “Sconvolts”, che si era reso protagonista di gravi atti di violenza ed era stato arrestato in flagranza durante le turbative.

Inoltre, il gip presso il Tribunale di Sassari ha convalidato l’arresto del 29enne, disponendo anche l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Selargius, con prescrizioni di non allontanarsi dal suo domicilio nelle ore serali e notturne. Tale atto, è soltanto il primo di una serie di provvedimenti di applicazione delle misure previste dalla legge per contrastare e prevenire episodi di violenza in occasioni di manifestazioni sportive. Infatti, è in corso l’attività istruttoria per la predisposizione di ulteriori Daspo nei confronti di numerose persone appartenenti al gruppo ultras degli “Sconvolts”, identificati dalla Questura di Cagliari.

Da Palazzo Ducale, intanto, il sindaco Nicola Sanna scrive al ministro dell'Interno, Marco Minniti. "Perché 200 teppisti sono potuti partire da Cagliari armati fino ai denti? E ancora, perché nessun controllo preventivo è stato fatto, perché i pullman li hanno accompagnati a Sassari e non dove si svolgeva la partita amichevole di calcio Cagliari-Sorso? E poi, perché i pullman non sono stati scortati dalle forze dell'ordine, perché i 200 delinquenti hanno potuto girare liberamente per la città, perché nonostante sui social circolassero da giorni informazioni sulla "missione punitiva" nessuno ha dato peso a questi messaggi inquietanti? E infine, perché una buona parte dei teppisti ha potuto far perdere le proprie tracce, essendo verosimilmente rientrato a Cagliari in treno ed essendo sceso dal treno qualche fermata prima dell'arrivo nella stazione di Cagliari?".

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