Cronaca

Guerriglia a Sassari, gli ultras del Cagliari contro istituzioni e società: "La curva nord ora rimarrà vuota"

Dopo le violenze di Sassari e le misure di Daspo emesse nei confronti di 64 ultras del Cagliari, in un comunicato la tifoseria degli Sconvolts si difende scrivendo un'altra versione dei fatti. E ancora: "Non entreremo più allo stadio".



CAGLIARI - La guerriglia urbana di Sassari del 25 marzo, con gli scontri tra ultras del Cagliari e Torres, continua a far discutere. Dopo i provvedimenti di Questura, Prefettura e Osservatorio per le manifestazioni sportive arriva la versione degli ultras rossoblù. In un comunicato dai toni molto forti e dove non mancano insulti ai vertici della società rossoblù e alle istituzioni, la tifoseria degli Sconvolts si difende e scrive una versione alternativa dei fatti accaduti a Sassari. Anzitutto uno dei quattro autobus noleggiati si sarebbe guastato, costringendo parte dei tifosi a traslocare negli altri tre mezzi: "Da lì il cambio di percorso - scrivono - con la decisione di prendere il treno delle complementari visto che era difficoltoso arrivare in quelle condizioni. Tutti avevamo acquistato i biglietti per la partita tra Cagliari e Sorso - si legge - un'altra bugia è la presenza di bastoni spranghe e addirittura coltelli (cosa da noi sempre evitata) a bordo. La verità è che dopo i disordini la polizia ha raccolto dalla piazza antistante la stazione tutto quanto poteva trovare per terra per poi attribuirlo, senza alcun verbale, ai pullman". E ancora: "Al nostro arrivo in stazione siamo stati fatti oggetti del lancio di pietre e bottiglie".

Gli Sconvolts non negano la responsabilità degli scontri ma chiariscono: "Noi avevamo aste di bandiera e con queste ci siamo difesi per poi dargliele" riferito ai tifosi di Sassari e riferiscono di non aver aggredito "donne, bambini, anziani e aver fatto danni vari". Poi piovono accuse ai sindaci di Cagliari e Sassari e contro i giornali, i primi per aver condannato le violenze i secondi per quelle che, a detta loro, definiscono "infamate". E rimarcano: "La rivalità con la Torres non finirà mai".

Nella seconda parte del comunicato le accuse alla Cagliari Calcio accusata di non pensare "ai valori" della maglia ma soltanto a business e marketing. Infine il riferimento all'obbligo di sottoscrizione della tessera del tifoso, osteggiata dagli ultras, per l'ingresso allo stadio. "Non la utilizzeremo mai e considerato questo (parliamoci chiaro, allo stadio non ci vogliono) noi li accontentiamo". Da qui la decisione: "Non entriamo più, lasceremo i nostri posti vuoti. Chi vuole entri pure ma si tolga i nostri simboli ed il nostro materiale di dosso per sempre. Il settore della Nord deve restare vuoto".

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