Cronaca

Sant'Efisio, tutto pronto per il primo maggio. Oltre 3mila figuranti e decine di Comuni

Giù il velo all'edizione numero 361 della Festa del martire guerriero, sfilano 120 Comuni con oltre 3mila figuranti. Prosegue a tappe forzate la creazione del "cammino" dedicato al santo, insieme a Università, Soprintendenza e Regione.



CAGLIARI - Il capoluogo sardo e tutta l'Isola si preparano a vivere, da lunedì 1 maggio, la solennità di Sant'Efisio, martire guerriero, antico protettore della città e della Sardegna. È la festa che, più di ogni altra, rinsalda il legame ultra secolare tra la Cagliari civile e quella religiosa ed è, da 361 anni, occasione di riflessione e memoria sulle origini della comunità cittadina, capace di rinsaldare i suoi legami e, come una sorta di punteggiatura, scandire il racconto e le biografie di quanti vi partecipano, cagliaritani e no.

È il sindaco Massimo Zedda, in veste anche di sindaco metropolitano, a sottolineare in conferenza stampa che Sant'Efisio è da sempre il momento rappresentativo della comunità cittadina, dunque una festa che dà una visione di un senso di collettività per tutto il territorio isolano, in particolare per il cagliaritano. “Rispetto alle passate edizioni – precisa Zedda – l’evento che più si arricchisce di una novità: insieme agli altri comuni continua il percorso per l'infrastrutturazione del Cammino di Sant'Efisio”. Sono infatti in corso le riunioni operative tra le amministrazioni dei territori coinvolti, la Città metropolitana di Cagliari, la Regione, l'Arciconfraternita del Gonfalone, la Soprintendenza e l'Università: a disposizione ci sono cinque milioni di euro inseriti nel Patto firmato tra la Città metropolitana e il Governo lo scorso mese di novembre. Obbiettivo: “renderlo fruibile tutto l'anno” per valorizzare il patrimonio etnografico, culturale, ambientale, storico e archeologico anche attraverso la creazione di “un museo dedicato al  Santo”.

Sulla stessa linea anche l'assessore comunale al Turismo, Marzia Cilloccu, che ringrazia la Curia, l'Arciconfraternita, i sindaci degli altri comuni, la Regione e “tutte le persone coinvolte nell'organizzazione” per il grande lavoro da loro profuso con l’obbiettivo di rendere la Festa sempre più la festa dei cagliaritani e dei sardi, celebrando la memoria e promuovendo il senso di concordia civica. Testimonianza del legame, che risale al periodo a cavallo tra la prima età moderna e quella dell'antico regime, al 1657 quindi, si ripete annualmente con una cerimonia solenne la Festa di Sant’Efisio, il pellegrinaggio da Cagliari al luogo del martirio del santo e i riti di scioglimento del voto voluto dalla Municipalità di Cagliari, dal momento che secondo la tradizione lo stesso ha più volte salvato la città dalla peste, ma anche da svariate invasioni nemiche.

E dunque quest'anno sfilano migliaia di persone, in rappresentanza anche delle 29 subregioni storiche della Sardegna (Anglona, Arburense, Barbagia di Belvì. Nuoro, Ollolai e Seulo, Barigadu, Baronie, Capidano di Cagliari e Oristano, Gallura, Gerrei, Goceano, Guilcer, Iglesiente, Logudoro, Mandrolisa, Marghine, Marmilla, Meilogu, Montiferru, Ogliastra, Parteolla, Romangia, sarcidano, Sarrabus, Sulcis, Trexenda e infine Turritano). Ad aprire il corteo sono però le 19 di "tracas" antichi carri trainati da buoi, addobbati con i prodotti dei campi, gli utensili della casa e i prodotti tipici della gastronomia sarda, con a bordo 228 tra uomini, donne e bambini, anche loro in abito tradizionale. Seguono i gruppi in costume, circa 3mila  devoti, a piedi, che recitano o cantano le preghiere della tradizione religiosa isolana. Dietro i costumi ci sono 199 cavalieri: quelli "campidanesi" fanno da apripista, seguiti dalle 56 “giacche rosse” dei miliziani, la scorta armata di “Efisio”. A mezzogiorno, finita la messa, il Santo esce dalla sua chiesetta di Stampace. E dentro un cocchio dorato trainato da una coppia di buoi, accompagnato da un lungo corteo, attraversa le principali strade del centro storico cittadino. L’itinerario parte quindi dalla chiesa e laciata la via Sant'Efisio si snoda attraverso la via Azuni, la piazza Yenne, il corso Vittorio Emmanuele II, scende nella via Sassari, percorre il giro della piazza Del Carmine, la via Crispi, la via Angioy, il largo Carlo Felice ed infine la via Roma. A precedere il passaggio del simulacro è la "Guardiania", corpo scelto dei confratelli a cavallo.

A seguire l'Alter nos. Impersonato dal giovane consigliere comunale Fabrizio Salvatore Marcello, in origine rappresentava il viceré. Oggi fa le veci del sindaco, da cui è stato indicato all'inizio di marzo, per tutti i quattro giorni della festa. In frac vestito è scortato da due “mazzieri” del Comune in livrea del Seicento, con al collo il “Toson d’oro” (onorificenza militare data alla città di Cagliari dall’allora re di Spagna Carlo II nel 1679). A far da colonna sonora le note antiche delle "launeddas", tipico strumento a fiato sardo. Giunto in una via Roma infiorata, secondo il rito de "Sa ramadura", di fronte al Municipio il cocchio del santo viene acclamato dalla gente che ogni anno s'affolla sempre di più. E salutato dalle sirene delle navi in porto attraversa il ponte della Scafa. Fatta una breve tappa a Giorgino, passando per La Maddalena, Su Loi, Sarroch, Frutti D’Oro, raggiunge Villa D’Orri, in cui viene celebrata la messa solenne.

La prima notte la processione si ferma quindi a Sarroch, per poi proseguire a Villa San Pietro e giungere a Nora: è qui, nella chiesetta a ridosso della spiaggia che, il 2 maggio, si celebra la messa. Il giorno successivo, il 3, il simulacro del Santo rimane esposto alla devozione dei fedeli. Lungo tutto il cammino, ovunque si ripetono feste e celebrazioni religiose dove tutti sono invitati, nel segno dell'accoglienza, della convivialità e dell'ospitalità. Il 4 maggio Sant'Efisio riprende la strada di “casa” per far rientro a tarda sera, fra migliaia di persone, fa rientro nella chiesetta stampacina, per stare vicino ai suoi “protetti”. Il simulacro del Santo rimane esposto alla devozione dei fedeli nel cocchio fino al 25 maggio, poi tornerà nella sua nicchia. “A corollario della Festa – spiega la Cilloccu - il 30 aprile parte il “Festival delle tradizioni”. Fino al 4 maggio la piazza del Carmine e il Municipio di via Roma ospitano la musica, i balli, i canti e le rappresentazioni della Sardegna in cinque serate di incontro e scambio. Primo appuntamento domenica alle 21 con il concerto di Cordas et Cannas.

“Il primo maggio (in piazza del Carmine alle 18:00), la consegna del “Toson d'Oro di Sant'Efisio”, il premio istituito per la prima volta quest'anno da assegnare a personaggi, enti o istituzioni che hanno legato la loro attività artistica o professionale al Santo”. In occasione dell'edizione odierna la commissione interna dell'Assessorato al Turismo ha deciso di conferire il riconoscimento al maestro suonatore di launeddas Luigi Lai (già Confratello Onorario), “per aver messo a disposizione della Festa la sua arte che ha reso più solenne per oltre mezzo secolo la Processione”.

Sono segni e gesti di estrema semplicità ma di grande significato, attraverso i quali tutta la  la comunità rinnova, come 360 anni fa, il patto di alleanza con il loro santo protettore e si impegnano a celebrarne la memoria nella promozione della concordia civica. Sia per il sindaco Zedda che per l'Alter nos Fabrizio Marcello l'auspicio è che “Sant'Efisio protegga ancora la città e la Sardegna e che interceda per tutti coloro i quali stanno soffrendo, che hanno perso il lavoro o che lo stanno cercando”.

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