Cronaca

Il sud Sardegna "base" di giochi di guerra marini. In azione Esercito, Marina e Nato

Si chiama "Mare Aperto", lo specchio d'acqua Ŕ quello del Mediterraneo centrale e ci rientra pure una vasta area dell'Isola. Il progetto benedetto dal ministero della Difesa.



CAGLIARI - Addestramento delle forze amrate, sicurezza marittima, forme di lotta antiaerea, antisommergibile ed antinave. Sono i punti principali del'esercitazione interforze e internazionale denominata "Mare Aperto", un addestramento in piena regola imbastito dalla squadra navale insieme alla Marina militare, all'Aeronautica militare, alla Nato e alla Forza marittima europea. In mare pronte ad operare la portaerei Cavour, con i velivoli AV8B imbarcati, navi e sommergibili della Marina militare e 11 navi provenienti da Canada, Francia, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia, inquadrate nei gruppi marittimi permanenti della Nato e nella Forza marittima europea.

La Marina, inoltre, schiera la brigata Marina San Marco. Prendono parte all’esercitazione anche velivoli Tornado, Amx, Caew, Predator, Kc 767 dell’Aeronautica militare nonché il reggimento Lagunari, elicotteri Aw-129, un posto comando di artiglieria terrestre ed un posto comando di artiglieria antiaerea dell’Esercito. "Per dieci giorni gli uomini e le donne imbarcati sulle navi, sui sommergibili e gli equipaggi di volo, si addestreranno nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare, quali la difesa delle navi nella lotta antiaerea, antisommergibile ed antinave, il contrasto alle attività illegali sul mare, la gestione di situazioni di crisi in ambienti con presenza di minaccia convenzionale e asimmetrica e la proiezione di una forza anfibia dal mare su terra". Così si legge nel documento presente sul sito ufficiale del ministero della Difesa.

Cosa c'entra il sud dell'Isola? Oltre alla presenza al porto di alcune navi, c'è anche un'ordinanza, firmata lo scorso 21 aprile dal commissario straordinario dell'Autorità portuale, Roberto Isidori. Dal 5 al 20 maggio prossimi completamente “interdette alla navigazione, al transito, alla sosta e all’ancoraggio di qualsiasi unità navale, comprese quelle da diporto, nonché alla pesca, alla balneazione e a qualsiasi attività subacquea le aree di mare individuate come zone Alfa, Bravo e Charlie in almeno otto Comuni del sud Sardegna, tra i quali, oltre Cagliari, ci sono Quartu Sant'Elena, Pula e Chia. Uno scenario che mette in allarme i cosiddetti comitati e gruppi antimilitaristi, con un sit-in previsto, il sedici maggio prossimo, sotto il palazzo del Consiglio regionale.

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