Cronaca

In Sardegna scomparse 564 persone: un esercito di fantasmi

Nell’Isola dal 1974 ad oggi mancano all’appello 564 persone: la loro sorte è sconosciuta, è come se fosse sparito un intero paese dell’interno. E ancora pesano errori giudiziari e casi irrisolti.



CAGLIARI - Spariti nel nulla. Morti, forse. Per la legge italiana si chiamano scomparsi. Sono decine di migliaia le persone di cui dal 1974 ad oggi familiari, amici e conoscenti non hanno avuto più notizia. Un esercito di fantasmi che ogni anno cresce sempre di più e che anche in Sardegna conta numerosi iscritti. Sono precisamente 564 le persone di cui dal primo gennaio 1974 al 30 dicembre 2016 si sono perse le tracce: scomparse e mai più ritrovate, non si sa che fine abbiano fatto anche se in molti casi è lecito pensare che non ritorneranno mai più.

Minori non accompagnati. A dirlo sono i numeri dell’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, che ha il compito di contrastare il fenomeno monitorando i dati e coordinando l’azione di forze dell’ordine e magistratura. E’ di ieri l’ultima relazione sulle persone italiane e straniere scomparse in Italia che comprende anche i dati regionali. A guardare le cifre nazionali il dato che impressiona di più è quello degli stranieri. Dal primo al secondo semestre del 2016 passano da 28.410 a 34.891 (+22,81%). Un dato che non è passato inosservato al sottosegretario all’Interno Domenico Manzione: “Colpisce l’entità dell’aumento che va letto con riferimento all’aumento dei flussi migratori nel 2016  - ha sottolineato durante la presentazione del rapporto al Viminale - e che riguarda, per l’80% dei casi, minori non accompagnati”.

Sono i bambini o ragazzi stranieri con meno di 18 anni (cittadini di stati non europei o apolidi) che si trovano per un qualsiasi motivo in Italia senza genitori né qualcuno che possa rappresentarli per legge. In questi ultimi anni la loro presenza è stata legata soprattutto ai flussi migratori. Secondo il rapporto del Ministero, i minori stranieri non accompagnati scomparsi nel 2015 erano 18.360 (il conteggio parte sempre dal 1974) mentre a fine 2016 sono passati a 27.995, quasi il doppio (44,8%). Una crescita che preoccupa: “L’attenzione dovrebbe essere massima – ha ribadito Manzione - perché partenze così massicce di minori destano forte preoccupazione. E’ importante che ci si sia fatti promotori di un momento di collegamento tra le banche dati europee” ha proseguito il sottosegretario.

In Italia dal 1974 non conosciamo la sorte di 43mila 665 persone (9mila 103 in più rispetto al 2015) di cui 10mila 830 solo in Sicilia dove il egame tra migrazione e scomparse è più stretto. E non sorprende infatti il dato sui cadaveri non identificati: in Sicilia quelli ritrovati in mare sono 1667,un dato tra l’altro indicativo per difetto poiché sono in corso accertamenti sull’effettivo numero dei corpi dei migranti annegati nel Mediterraneo. In Sardegna invece i cadaveri recuperati in mare sono stati 14 su un totale di 32 mai identificati.

 I Casi sardi. Come anticipato, anche la Sardegna ha il suo carico di angoscia da sopportare: sono 564 le persone di cui non si è saputo più nulla. I nomi di alcune di queste hanno riempito le cronache dei giornali, come nel caso di Gianfranco Manuella: l’avvocato cagliaritano, di cui è stata dichiarata la morte presunta sono nel ‘95, scomparso misteriosamente nel 1981 e al centro di un caso giudiziario, tutt’ora irrisolto e senza precedenti in Sardegna, che portò all’ingiusta carcerazione, per due anni, di quattro avvocati poi dichiarati innocenti. O come il caso di Stefano Masala, il 29enne di Nule che il 7 maggio del 2015 scomparve il giorno prima che venisse ucciso lo studente di Orune Gianluca Monni. Ancora senza fine è anche la vicenda di Irene Cristinzio la donna scomparsa da Orosei nel luglio 2013 e quella di Giovanna Sanna scomparsa da Assemini a gennaio 2014. Un capitolo a parte meriterebbero le persone vittime di sequestro, come quello di Vanna Licheri, uno degli ultimi della stagione dell’Anonima sarda.

Nella foto in basso un articolo dell'Unione Sarda sul caso Manuella

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