Cronaca

Cagliari, aprono al pubblico le Saline Conti Vecchi

Le Saline Conti Vecchi, a pochi chilometri da Cagliari, aprono al pubblico per dieci mesi l’anno dopo un intervento di restauro e di valorizzazione.



CAGLIARI - Il Fondo Ambiente Italiano (Fai)  ed Eni assieme in un'esperienza culturale e industriale. Oggi si è svolta la cerimonia per l’apertura al pubblico delle Saline Conti Vecchi ad Assemini, riqualificate e valorizzate.

"Per il Fai  - è scritto in una nota - si tratta della prima esperienza di gestione, narrazione e valorizzazione di un progetto imprenditoriale, storico e innovativo, all’interno di un luogo minerario tutt'ora produttivo. Una nuova tipologia di bene, con caratteristiche e potenzialità tali da prefigurare uno sviluppo turistico culturale diverso da quello della costa nord est dell’Isola. Per Eni, proprietaria del bene attraverso la società Ing. Luigi Conti Vecchi – Syndial, la partnership con il Fai è una best practice per la finalità unica del progetto, che ha l’obiettivo di promuovere la valorizzazione culturale e ambientale di un sito in attività da quasi novanta anni".

Le Saline Conti Vecchi, entrate in esercizio nel 1931, si estendono su una superficie di 2700 ettari nei Comuni di Assemini, Capoterra e Cagliari e sono integrate con lo stabilimento industriale Ing. Luigi Conti Vecchi ad Assemini.

Il progetto realizzato consente di aprire al pubblico e di rendere fruibile e visitabile a tutti, a partire dal 28 maggio 2017 per dieci mesi all’anno, parte del complesso delle storiche saline, attraverso la realizzazione di percorsi di visita dedicati, l’organizzazione dei luoghi per l’accoglienza dei visitatori e la dotazione dei servizi necessari e dei sistemi di comunicazione dei contenuti culturali inerenti le specificità del sito.

Il sito di archeologia industriale delle Saline Conti Vecchi si racconta attraverso allestimenti d’epoca, documenti storici e videoproiezioni alla scoperta delle saline e dell’oro bianco - il sale - della sua storia e della sua produzione, del suo paesaggio e dei suoi protagonisti. Per la definizione del progetto il Fai si è avvalso della collaborazione di esperti e studiosi locali, ma anche dei lavoratori stessi della salina, quelli storici e quelli attuali. Per raccontare il lato “umano” delle saline, che ospitarono vere e proprie comunità di uomini, donne e bambini che vivevano nell’attiguo villaggio, sono stati raccolti ricordi e documenti privati di coloro che vi hanno vissuto.

All'interno delle strutture gli ambienti sono stati riportati alle originarie funzioni, corredati di macchinari, oggetti e arredi storici - restaurati e ripristinati in loco - che permetteranno di toccare con mano come si svolgeva la vita della salina nella prima metà del Novecento, tra uffici, officine e laboratori, in un fervere di attività produttive. 

foto Connie Di Nardo

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