Cronaca

Bambino strappato al padre da 10 persone per essere portato in casa famiglia. Caso choc in Gallura - IL VIDEO

Un trauma pazzesco, in azione vigili, agenti e assistenti sociali. Il piccolo si dimena e piange, il filmato indigna la rete. All'origine di tutto, litigi tra i genitori, separati. Avvocati in azione, si cerca un accordo tra le parti.



CAGLIARI - "No, papà, no, ti prego, non voglio". La voce è quella di un bambino: parole pronunciate tra lacrime e un'ansia che si taglia a fette. "Andrai a scuola. Lo capiamo che sei molto arrabbiato", stavolta la voce è di una donna. Replica secca del piccolo: "State zitti". Poi, interminabili minuti di confusione, fino al caricamento, a quanto pare a forza, dentro un'automobile. Il video è choc, e stavolta l'avviso di "contenuti sensibili" ci sta tutto: urla, pianti, 5 minuti esatti di qualcosa che, di sicuro per un bambino, equivale a puro terrore. Il piccolo viene prelevato dall'abitazione del padre, il suo nuovo alloggio - fino a chissà quando - è una casa famiglia. La decisione è dei giudici ed arriva alla luce di un rapporto, venuto a mancare, con la madre, a causa di litigi con l'ex marito. La storia arriva dalla provincia di Olbia-Tempio. Così, con tanto di autorizzazioni tra le mani, lo scorso febbraio avviene il trasferimento del piccolo: una prassi, nei fatti semplice, che però si trasforma in un'odissea. Le immagini che seguono sono fortissime, tutto il filmato pubblicato su Facebook dal Ccdu (Comitato dei cittadini per i diritti umani), è sfumato ma si percepisce, fin troppo chiaramente, la situazione di follia nella quale il minore è, suo malgrado, il protagonista centrale.

Il presidente della onlus, Paolo Roat, spiega che "l'avvocato del padre ha inviato una richiesta formale volta a trovare un accordo con la mamma per il bene del bambino. Siamo disponibili a favorire una mediazione volta a garantire il diritto del bambino a una vita normale. Saremmo lieti di portare il nostro contributo, per aiutare questa famiglia a trovare una soluzione amichevole: non lo facciamo spesso, perché la nostra mission sociale è esclusivamente quella di denunciare i crimini nel campo della salute mentale per ottenere una riforma che garantisca i diritti umani delle persone e dei bambini, ma in questo caso lo faremmo volentieri; come l’abbiamo fatto per un ragazzo di Trento, anche lui portato via con la forza. Se i genitori lo vorranno, li aiuteremo anche a preparare una denuncia contro chi ha violato così pesantemente i diritti del loro ragazzo". Roat non ci va, giustamente, giù leggero: "Il trauma al bambino poteva e doveva essere evitato. Per strapparlo alla famiglia sono intervenute circa dieci persone tra operatori, vigili, agenti e assistenti sociali, mentre l’arresto di Totò Riina è stato eseguito da quattro carabinieri. Nessuna di queste persone si è opposta a questa violenza, nessuno ha cercato di ristabilire un po’ di umano buon senso. L’annullamento del buon senso e dei sentimenti, in favore di fredde teorie pseudo-umanistiche, non è una novità".

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