Cronaca

Scenari da favola e viste mozzafiato, nuova vita per dieci fari sulle coste sarde - GALLERY

Da La Maddalena a Sant'Antioco, da nord a sud dell'Isola dieci fari tra i più noti della Sardegna verranno riqualificati e riutilizzati in chiave turistica. Ecco quali sono nel progetto della Regione.



CAGLIARI - Dieci fari tra i più noti della Sardegna, in zone di particolare rilievo paesaggistico ed ambientale e di grande potenzialità turistiche, saranno dati in locazione o in concessione per essere restaurati e riutilizzati. La Regione e l'Agenzia del Demanio, per la prima volta in Italia pubblicheranno un bando che riguarderà 10 tra fari e stazioni semaforiche: 9 regionali e uno ancora in capo allo Stato.

"La Regione possiede beni di grande valore: vogliamo metterli in grado di creare reddito e occupazione", afferma il presidente della Regione Francesco Pigliaru. "Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di vederli trasformati spesso in ruderi abbandonati. Siamo determinati a metterli a disposizione".

"I fari e le stazioni semaforiche – sottolinea l'assessore all'Urbanistica Cristiano Erriu – sono collocati in promontori o piccole isole, in zone dichiarate di pubblico interesse, talvolta all'interno di Parchi e riserve nazionali o regionali oppure di aree marine protette e di siti di interesse comunitario. Sono immobili di proprietà pubblica, dunque soggetti a vincolo storico-culturale. Valuteremo i progetti più ambiziosi che contribuiscano al rilancio economico e turistico dei territori, nel rispetto dell'ambiente e del paesaggio".

Ecco i fari.

1) vecchio faro di Razzoli (La Maddalena).

 

2) Faro di Punta Filetto - Isola di Santa Maria (La Maddalena).

 

 3) ex stazione di vedetta di Marginetto (La Maddalena).

 

4) ex faro di Capo d'Orso (Palau).

 

5) ex stazione segnali di Capo Sperone (Sant'Antioco).

 

6) ex stazione semaforica di Capo Ferro (Arzachena).

 

7) ex stazione di vedetta di Capo Fìgari (Golfo Aranci).

 

8) ex stazione segnali di Punta Falcone (Santa Teresa Gallura).

 

9) ex stazione semaforica di Punta Scorno (Isola dell'Asinara).

 

10) faro di Capo Comino (Siniscola), ancora dello Stato. 

"Questa iniziativa è perfettamente in linea con le nostre politiche ambientali – afferma l'assessora della Difesa dell'Ambiente Donatella Spano –. Naturalmente i bandi selezioneranno progetti vincenti, cioè rispettosi di tutti i principi della sostenibilità sia nel restauro che nella fruizione delle aree. Negli atti di concessione dovranno infatti essere contemplati impatti ambientali minimizzati, compresa la gestione dei rifiuti, e dovranno essere definiti alti standard di qualità ambientale per la fruizione dei beni resi accessibili, specialmente in quelli situati nei parchi nazionali e nelle aree marine protette".

"Si tratta - dice l'assessora del Turismo Barbara Argiolas - di strutture inserite in scenari di grande pregio che avranno nuova vita e potranno essere valorizzate, sempre nel rispetto di quel modello di sviluppo sostenibile che questa amministrazione sta portando avanti. Riteniamo che questa seconda vita dei fari ci aiuterà a rendere più ampia anche la nostra offerta di qualità. In tutto il mondo le vecchie torri costiere di segnalazione, quelle ancora operative e quelle dismesse, sono sempre più spesso oggetto di riconversioni e soddisfano target di turisti sensibili alla salvaguardia del paesaggio e ad alta capacità di spesa".

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