Cronaca

Cagliari, bivacco a cielo aperto in viale Bonaria. "Questa non Ŕ accoglienza", esposti ad Asl e Procura

Degrado in pieno centro, decine di migranti senzatetto vivono sotto i "portici" del Banco di Sardegna in condizioni disumane. Si muove, un'altra volta, la politica. Pili (Unidos): "Condizioni igienico sanitarie gravissime".



CAGLIARI - "Un ghetto nel cuore della città, sotto il Banco di Sardegna di viale Bonaria a Cagliari. Una situazione di una gravità inaudita con rischi gravi e latenti che riguardano non solo i cittadini cagliaritani ma chiunque sia costretto a transitare in quell'area trasformata in un dormitorio permanente a cielo aperto, utilizzato soprattutto da migranti e senzatetto. Decine di persone da settimane hanno trasformato quell'area nel centralissimo viale Bonaria in un vero e proprio ghetto, dove avviene di tutto, con condizioni igienico sanitarie gravissime. È impensabile che sindaco, prefetto e la stessa Regione non si occupino di questa situazione considerato che si tratta dell'esito di un'accoglienza fasulla decantata in tutti questi mesi". A dirlo è il deputato e leader sardo di Unidos, Mauro Pili. Il parlamentare divulga diverse fotografie e promette battaglia. L'area è stata sgomberata lo scorso maggio dalla polizia Municipale, ma, senza nessun controllo costante, il bivacco di senzatetto e migranti si è ricostituito dopo poco tempo. 

"È una zona franca dentro la città dove il degrado, l'abbandono, il malessere sociale regna indisturbato. Sono argomenti che per alcuni non bisogna affrontare per non disturbare il manovratore, o i manovratori. Per non disturbare un sindaco inesistente, che se ne frega del degrado che cresce giorno dopo giorno, in ogni angolo della città capitale della Sardegna. Secondo alcuni bisogna stare zitti per non mettere sotto accusa la ghettizzazione dei migranti, per consentire al Prefetto di continuare ad imporre situazioni non più sopportabili. I veri razzisti, in realtà, sono coloro che concepiscono questo tipo di accoglienza, che consentono la creazione di ghetti pericolosi sotto ogni punto di vista, sia al centro che alla periferia di una città".

Già pronto un esposto alla Asl e alla Procura, insieme ad un'interrogazione parlamentare. "Non si può in alcun modo stare zitti dinanzi a questo degrado assoluto. Non ci sono parole per quello che succede dentro il cuore della città di Cagliari. È giusto che si denunci e che si mostri la drammaticità della situazione. Continuare a stare in silenzio significa esserne complici". 

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