Cronaca

Alcol e musica, dal Comune giro di vite sulla movida cagliaritana. Stop alle 22 fino a metą ottobre: "Obbiettivo sicurezza"

In arrivo maxi multe per chi non rispetta le regole. L'ordinanza comunale mette il silenziatore al divertimento fino a tarda notte nei rioni storici, piazze e lungomare Poetto. Il sindaco, Massimo Zedda: "Bisogna trovare nuove zone adatte".



CAGLIARI - La firma in calce all'ordinanza c'è, l'avvio è immediato. Come già ampiamente anticipato da SardegnaOggi, Stop alla movida notturna nel capoluogo sardo fino a ben oltre la fine dell'estate 2017. I provvedimenti decisi dalla maggioranza di centrosinistra a palazzo Bacaredda durano fino al 15 ottobre prossimo. "Sicurezza, controlli, orari di somministrazione delle bevande alcoliche in vetro, pulizia delle strade e musica. Partendo da tutti questi punti che avrebbero potuto rappresentare delle criticità, in particolare nel periodo estivo, l'amministrazione comunale ha adottato due ordinanze, entrambe firmate il 21 luglio scorso".

E proprio dal decoro si parte, visto che la prima ordinanza, la numero 36, "impone la rimozione di tutti i rifiuti delle attività oltre che la fruibilità dei servizi igienici all'interno dei locali". C'è poi la spinosa faccenda degli orari della musica e delle limitazioni alla vendita degli alcolici. "La soluzione è stata quella di vietare, nei quartieri di Marina, Stampace, Castello e Villanova, dalle 22 alle 6, la vendita di alcolici, in qualsiasi contenitore e di ogni altra bevanda in contenitori di vetro. Il divieto si allarga anche alle principali altre piazze della città, da piazza Matteotti a pazza del Carmine, fino al lungomare Poetto. Disciplinati anche gli eventi che dovranno essere espressamente autorizzati e non potranno essere, per ogni organizzatore, superiori ai tre appuntamenti e non per oltre quattro ore consecutive. Fissati gli orari della musica, per evitare che l'inquinamento acustico possa creare disagio in particolare ai residenti. Nel centro storico e nelle principali piazze, è consentita la musica, dalle 9 alle 22, nei limiti fissati per la classe di assegnazione dal piano di zonizzazione acustica". Dalle 22 alle 9, invece, "scatta il divieto di diffusione musicale nelle aree esterne ai locali che in alcune zone della città, sarà limitato fino alle 7. Divieto che, per il lungomare Poetto, scatta solo dopo le 24, nei giorni feriali e festivi, e dopo l'1 nei prefestivi".

“Vogliamo dare la possibilità ai commercianti di poter fare, secondo le regole e in qualche modo liberandoli dalla concorrenza sleale. Il tutto nel rispetto dei residenti, ma tenendo anche conto della connotazione turistica della nostra città", sostiene Zedda. "Forse abbiamo bisogno di individuare altre zone per il divertimento notturno e in questo potrebbe tornarci utile anche la pedonalizzazione di via Roma, ma intanto abbiamo pensato di adottare queste ordinanze perché, sia il decoro che l'igiene e il rispetto delle regole, fossero da subito operative. Poi, dopo una fase di monitoraggio, ci torneremo sopra per capire se c'è bisogno di correttivi. Stiamo lavorando, di concerto con la Prefettura e con il ministero degli Interni", dice Zedda, "perché la città possa essere sempre più sicura". “Questi provvedimenti – aggiunge l'assessore comunale alle Attività produttive, Marzia Cilloccu – sono nati dopo lunghe consultazioni con le Associazioni di Categoria e con i residenti perché abbiamo l'obbligo di curare tutti gli aspetti. Cagliari è una città che vive anche di turismo quindi sviluppo economico e turistico sì, ma anche tutela della salute e di chi vive nei luoghi più frequentati”.

Soddisfatti gli operatori economici che, con Federica Frau della Confcommercio, Emanuele Frongia di Confesercenti e Stefano Lai del Consorzio del Centro Storico, esprimono "soddisfazione per una regolamentazione che tiene conto sia dei residenti che di chi opera nel centro storico. Solo coniugando le varie esigenze, infatti, la città può continuare a crescere e ad offrire un ottimo biglietto da visita dal punto di vista dell'accoglienza". Le sanzioni non sono più solo quelle economiche, che costituiscono un deterrente ma non così efficace da dissuadere tutti dalle pratiche scorrette, ma è stata introdotta anche "la sospensione dell'utilizzo del suolo pubblico che potrebbe creare non pochi problemi a chi decidesse di non uniformarsi alle regole".

OPPOSIZIONE ALL'ATTACCO: "LA CITTÀ COME LA SIBERIA" - Sugli scudi la minoranza comunale. Piergiorgio Massidda, dalle fila di #Cagliari16, è furioso: "Dopo anni di eccessi e di lassismo ora un provvedimento degno della Siberia sovietica. Una Giunta in totale confusione che prima non riusciva a tutelare i residenti e oggi ammazza le ambizioni turistiche di Cagliari. Eppure bastava un po' di buon senso, far rispettare le regole, fare opere anti rumore e pianificare una città moderna. Alcuni amici spagnoli, venuti in città in vacanza, vorrebbero invitarlo a Siviglia per fargli vedere come funziona dalle altre parti. Spero accetti l'invito. Sarebbe il caso di mettersi a studiare veramente i problemi, aggredirli, e fare programmazione. Invece di mettere in piedi soluzioni pasticciate che denotano confusione e disorganizzazione". Sulla stessa posizione il collega di partito, Pierluigi Mannino (presidente della commissione comunale Statuto): "Le 22 è un limite orario esagerato, meglio un divieto regolato sui decibel in eccesso. A Cagliari aumenta l'intolleranza da parte di chi è erede dei figli dei fiori e di una sinistra che voleva stravolgere il mondo. Il tutto a discapito di maggiori controlli".

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