Cronaca

Sangue, in Sardegna è carenza cronica. "Basterebbe l'1% in più delle donazioni"

La Sardegna è una regione molto generosa ma è necessario incrementare le donazioni di sangue perché nell’isola il rapporto tra il numero dei talassemici e la popolazione residente è il più alto del mondo. Nel 2016 in Sardegna sono state raccolte 82.000 sacche di sangue. Un buon risultato ma lontano dalle oltre 100.000 che servono per raggiungere l’autosufficienza.



CAGLIARI - Questa mattina l’autoemoteca di “Raduno del cuore”, la campagna di sensibilizzazione e di raccolta sangue  patrocinata dal presidente del Consiglio regionale e organizzata dall’associazione ThalassAzione e dall’Avis  ha fatto tappa  in via Roma a Cagliari sotto il  palazzo del Consiglio regionale.

E’ stata l’occasione per donare il sangue e per sensibilizzare maggiormente la popolazione che una donazione può salvare una vita. "Abbiamo deciso di dare il patrocinio all’iniziativa 'Raduno del cuore' – ha detto il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau – per cercare di porre ancora una volta l’attenzione sulle donazioni. Basterebbe che le donazioni aumentassero dell’1 per cento rispetto a quelle attuali per far fronte al fabbisogno della nostra Regione".

“La Sardegna è un’isola generosa – ha affermato il presidente dell’associazione Thalassa Azione Onlus Ivano Argiolas – ma non basta. Nell’isola ci sono 1050 talassemici che hanno bisogno, in un anno, di 50.000 sacche di sangue. Siamo preoccupati perché le donazioni sono in calo soprattutto nel nord Italia”.

Per Antonello Carta, presidente regionale Avis Sardegna, la vicinanza delle Istituzioni è essenziale. L’Avis – ha ricordato Carta – raccoglie direttamente il 35% delle 82.000 sacche totali. C’è necessità, però, di periodicità e di una maggiore programmazione delle donazioni perché serve sangue in tutti i mesi dell’anno. Le campagne di sensibilizzazione stanno funzionando: per raggiungere l’autosufficienza bastano 4 donatori periodici ogni 1000 abitanti, nell’isola la media è di 5/1000 abitanti ma il fabbisogno è molto più alto rispetto alle altre regioni italiane.

Francesco Letizia, presidente provinciale dell’Avis di Cagliari ha ricordato che fino a ieri a Cagliari sono state fatte 1240 donazioni e che, con quelle programmate, si arriverà a fine luglio a 1700 sacche raccolte. Letizia ha affermato che è necessario incentivare l’interscambio regionale e ha sottolineato il grande risultato raggiunto nell’importazione del sangue: nel 2009 sono state importate 40.000 sacche, nel 2016 appena 30.000.

Marino Argiolas, direttore della Struttura regionale di coordinamento delle attività trasfusionali, ha sottolineato che l’autosufficienza è un problema nazionale. La Sardegna – ha aggiunto -  è la terza regione d’Italia come numero di sacche raccolte ogni 1000 abitanti ma molti dei nostri donatori sono portatori di anemia mediterranea. Inoltre, il problema sangue si acuisce nei mesi estivi: per questo è importante la donazione programmata. Quindi, l’invito non è quello di donare subito ma quello di programmare le donazioni rivolgendosi alle associazioni.

L’assessore regionale alla sanità Luigi Arru ha ringraziato i sardi per la grande generosità nelle donazioni. L’obiettivo dell’assessorato è quello di fidelizzare 50.000 sardi per donare il sangue 2 volte l’anno. Si arriverebbe così alla raccolta di quelle 100.000 sacche che permetterebbero di uscire dalla situazione di carenza cronica. La campagna “50.000 per 2” partirà nel mese di Settembre. L’esponente della giunta ha anche parlato di una più corretta gestione della  risorsa e di un uso più appropriato del sangue raccolto,  come prevedono gli ultimi studi scientifici internazionali. 

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