Cronaca

Disastro nel Parco Geominerario della Sardegna, 2mila ettari di macchia mediterranea in cenere. Lettera-sos al ministro dell'Ambiente

Il vasto rogo dell'1 agosto scorso tra Arbus e Gonnosfanadiga distrugge boschi di querce, lentischi e oliveti. I vertici dell'area "green" si rivolgono a Galletti: "Paesaggi unici da recuperare.



CAGLIARI - Tutto in cenere, tutto distrutto. Il maxi incendio dell'1 agosto scorso tra Arbus e Gonnosfanadiga "cancella"più di metà della macchia mediterranea presente all'interno del Parco Geominerario della Sardegna. Querce, lentischi, oliveti, vigneti: tutto scompare dalla furia del fuoco. Uno scenario di morte, come ampiamente documentato da Sardegna Oggi, in una delle principali aree "green" dell'Isola. I vertici del Parco - che rientra tra i geoparchi dell'Unesco - vergano una lettera, destinatario il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, per chiedere una mano d'aiuto: ci sono aziende da rimettere in piedi, paesaggi unici da recuperare e un ecosistema da far rifiorire. Di seguito le righe spedite da uno dei "cuori" dell'Isola a Roma.

Ill.mo on. ministro, come immagino, nei giorni scorsi avrà avuto modo di apprendere che una parte importante del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna è stata devastata da un vasto incendio. Evento di tale gravità da sollecitare, purtroppo, anche l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media nazionali. A pochi giorni dallo scoppio del gravissimo attentato alla natura ed al paesaggio, ho avuto modo di percorrere i luoghi del disastro, fra boschi di querce, lentischi, macchia mediterranea, oliveti e vigneti distrutti dal fuoco. Uno spettacolo desolante, le assicuro, carico di morte e disperazione per le Comunità locali. Nell'area percorsa dal fuoco, oltre 2000 ettari, tali Comunità, anche in virtù di una timida riconversione economica in atto, con agriturismi, campeggi e aziende agricole, stavano tentando con fatica di risollevarsi dopo il deserto lasciato dalla fine delle attività minerarie ed industriali, contribuendo anch’esse al riscatto economico e sociale della nostra Isola. Il Parco Geominerario, nell'esprimere solidarietà e vicinanza alle imprese, alle famiglie ed a tutti i cittadini danneggiati, sente forte l’impegno e la responsabilità affinché si creino le condizioni per ripristinare immediatamente quanto andato perduto in sinergia con la Regione Autonoma della Sardegna e gli Enti locali, peraltro detentori di importanti siti storico-minerari nella regione di "Sibiri" a Gonnosfanadiga, da cui il fuoco è partito, e "Ingurtosu", "Naracauli" e "Bau" nel Comune di Arbus. Oltre agli aspetti economici, si tratta di recuperare paesaggi unici, non solo minerari, ma anche naturali che annoverano importanti geositi quali le dune di "Piscinas", che hanno costituito un argine naturale all'avanzare distruttivo delle fiamme. Tutto lo staff tecnico ed amministrativo del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna si pone a Sua disposizione per ogni possibile intervento che la Signoria Vostra vorrà porre in essere a sostegno, in primo luogo delle aziende ed attività economiche danneggiate, nonché del ripristino dell'ambiente e del paesaggio fortemente compromessi. In attesa di Sue disposizioni, i più cordiali saluti.

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