Cronaca

Scuole di specializzazione di Medicina. Il rettore: "A Cagliari nessun rischio chiusura"

Scuole di specializzazione a rischio a Cagliari, sulla vicenda interviene il rettore: "I corsi sono assicurati, il nostro corpo docente è adeguato e la formazione è di eccellenza".



La vicenda delle Scuole di specializzazione di ambito medico risente dell'attivazione dei nuovi sistemi di valutazione per i quali sarebbe stato necessario assegnare un congruo periodo di tempo per uniformarsi a criteri che risultano profondamente diversi dal passato: spesso infatti l'apparente mancato raggiungimento di un parametro non significa un dato negativo, ma più semplicemente che non si può pensare di riorganizzare una Scuola in un periodo di tempo eccessivamente breve. Per esempio, la criticità della Scuola di specializzazione in Nefrologia è legata alla mancanza di un docente nel settore scientifico specifico, per il quale è già stato programmato il relativo concorso che sarà attivato a novembre.

Lo rende noto l'Università di Cagliari che precisa: "L'Osservatorio che ha effettuato le valutazioni  è una struttura consultiva dei Ministeri dell'Istruzione, Università e Ricerca e della Salute e che gli Atenei attendono ancora di conoscere ufficialmente le motivazioni di tali giudizi, per poter addurre le opportune controdeduzioni, e che – è bene chiarirlo - per adesso non significano assolutamente la chiusura di nessuna Scuola".

"Siamo assolutamente in sintonia con la necessità di valutare le Scuole di specializzazione per evidenziare criticità da correggere e eccellenze da valorizzare, ma bisogna farlo con tempi giusti e risorse adeguate – commenta il rettore dell'Università degli Studi di Cagliari, Maria Del Zompo – Per questo sono impegnata in prima persona con il Prorettore per le attività sanitarie Francesco Marongiu e il Presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Gabriele Finco, per sostenere le nostre ragioni e tenere aperte le Scuole, che hanno una validità formativa di eccellenza. Il nostro corpo docente è congruo e numericamente adeguato, ma le nuove regole ne impongono il raddoppio: gli Atenei se ne faranno carico, compatibilmente con la progressiva diminuzione delle risorse statali e le esigenze delle altre Facoltà. I numeri dell'attività assistenziale devono essere garantiti, all'interno della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, per l'Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari. Con il sostegno del mondo politico sardo chiediamo un anno di tempo per l'adeguamento completo ai nuovi criteri, che ancora una volta non tengono conto delle peculiarità della Sardegna, che ha un territorio vasto con una bassa densità abitativa e scarsi servizi di trasporto".

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